Guida all’acquisto

Carta per stampanti

I formati della carta

Esistono differenti formati di carta per stampanti e fotocopiatrici; di seguito le varie dimensioni:

A0 - 841 x 1189 mm

A1 - 594 x 841 mm (il doppio di un A3)

A2 - 420 x 594 mm

A3 - 297 x 420 mm (il doppio di un A4)

A4 - 210 x 297 mm

A5 - 148 x 210 mm (la metà di un A4)

A6 - 105 x 148 mm (la metà di un A5)

A7 - 74 x 105 mm

Per un uso standard in ufficio i formati A4 e A3 sono sicuramente i più diffusi.

Il Formato A4 è il più comune ed utilizzato; è adatto ai semplici lavori d’ufficio e di casa, perfetto per lettere, fatture e uso ordinario in ufficio.

Il Formato A3 corrisponde al doppio delle dimensioni di un foglio A4, è utilissimo per stampare grafici, tabelle e tutto ciò che necessiti di uno spazio maggiore.

Il peso della carta

Per definire la qualità della carta usata si ricorre al rapporto g/mq (grammo per metro quadro), conosciuto anche come gsm.

Il nostro catalogo vanta di un'ampia proposta che va dai 60 ai 300 g/mq, ovvero praticamente tutte le qualità disponibili sul mercato. A seconda dello scopo d'utilizzo è importante saper scegliere la carta più adatta.

Le tipologie più diffuse sono le seguenti:

Carta 80 g/mq - Pensata per l’uso quotidiano e i normali lavori da ufficio.

Carta 90 g/mq – Adatta alle stampe a colori di tutti i giorni.

Carta 100 g/mq – Appropriata per lettere importanti, documenti prestigiosi e corrispondenza.

Carta 120 g/mq – Per i documenti ad alta definizione e corrispondenza importante.

Carta 160 g/mq – Pensata per progetti grafici, lavori artistici e stampe ad altissima definizione.

Tutte le tipologie più pesanti sono da consederarsi adeguate per la stampa di presentazioni.

Quale carta ti occorre?

Esistono varie tipologie di carta, ognuna pensata per un utilizzo specifico:

La carta Nenciarini porta il nostro marchio e garantisce, quindi, un ottimo rapporto qualità-prezzo. Si tratta di un prodotto di alta qualità, multifunzionale e dal prezzo vantaggioso, perfetto per i piccoli e i grandi uffici. È  ideale per le stampanti laser, inkjet e per le fotocopiatrici. È accreditata con l'etichetta EU-Ecolabel, ciò  significa che ha un ridotto impatto ambientale, è riciclabile e biodegradabile.

Per la stampa e la copia in bianco e nero, cioè adatta ad un utilizzo tipico da ufficio, Nenciarini propone sia tipologie di carta assolutamente economiche sia risme con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Ciò che è importante da valutare nella scelta, per ottenere una buona resa di stampa, sono una discreta grammatura di almeno 75-80 g/mq ed uno spessore di 103-104 micron.

Per la stampa a colori e in bianco e nero, cioè sia per uso interno sia per eventuali comunicazioni istituzionali,  è opportuno scegliere una carta multifunzione per tutte le applicazioni che abbia uno spessore tra i 104 e i 110 micon ed un peso di almeno 80 g/mq. Esistono varie fasce di prezzo per la carta multifunzione dalla più economica, passando per la standard, fino ad arrivare alla premium.

Per la stampa di presentazioni ad uso interno, di brochures, tesi, diplomi e altro materiale che necessiti di un'ottima qualità di stampa è necessario optare per un tipo di carta di livello superiore rispetto alle altre. Per risultati di ottima qualità è consigliabile scegliere una carta multifunzione con un punto di bianco elevato, grammatura a partire dai 100 g/mq e spessore di almeno 110 micron.

Per la stampa laser a colori professionale, indicata quindi per presentazioni, brochures, immagini e per tutto il materiale che necessiti di una qualità professionale è molto importante che la carta abbia un alto punto di bianco che metta in risalto il colore (anche glossy o silk), sia espressamente adatta alla stampa laser e abbia una gramatura di almeno 100 g/mq o più. Seguendo questi parametri la resa di stampa fornirà risultati eccellenti.

La carta e l’ambiente

Nell’acquisto della carta è importante essere a conoscenza delle credenziali che garantiscono il rispetto dell’ambiente circostante.

Esistono degli standard in fatto di tutela ambientale e numerose certificazioni riguardanti i processi di produzione, la provenienza della cellulosa utilizzata, l'assenza di materiali sbiancanti e brillantanti fino all'utilizzo di materiale riciclato.

Le sigle più conosciute sono le seguenti:

- ECF (Elemental Chlorine Free): carta prodotta utilizzando pura cellulosa sbiancata senza l'utilizzo di biossido di cloro, un agente che produce diossina ed è chiaramente dannoso per  l'uomo e per l'ambiente.

- TCF (Totally Chlorine Free): carta prodotta utilizzando pura cellulosa sbancata senza l'utilizzo di cloro in nessuna forma.

- FSC (Forset Stewardship Council): carta prodotta con cellulosa proveniente da foreste gestite secondo precisi e rigorosi standard ambientali. La maggior parte delle carte del catalogo Nenciarini presentano questa certificazione.

- PEFC (Programma di valutazione degli schemi di certificazione forestale): è un sistema di certificazione per la gestione sostenibile delle foreste.

Sul sito Nenciarini, spesso, quanto state scegliendo la carta per il vostro ufficio trovate un piccolo logo verde : cosa indica? Sta a significare che la carta cui è abbiato risponde agli standard più alti in quanto a certificazioni.

Cartucce e Toner

Oggigiorno sono moltissimi i siti web e i rivenditori non autorizzati che propongono cartucce di toner non originali, di qualsiasi tipologia, dalle esplicitamente contraffatte alle ingannevoli “rigenerate”. È proprio quest’ultima la pratica più diffusa al momento, ma di cosa si tratta esattamente?

I toner rigenerati sono cartucce “originali” che, una volta esaurite, vengono ricaricate più e più volte di inchiostro seguendo procedure fai-da-te che, con alta probabilità, comprometteranno in maniera irrimediabile la tua stampante. 

Ma quali sono i rischi effettivi cui si va incontro, se si decide di usare una cartuccia “ricaricata”? Dimentica le stampe professionali e di alta qualità; i colori risulteranno alterati, scadenti, non vivaci. Le stampe rischieranno di essere rigate, con chiazze e striature

E la salute della tua stampante? Le cartucce rigenerate e contraffatte, essendo riempite di inchiostro a posteriori, sono spesso soggette a perdite interne di colore che causano danni alle componenti della stampante. Inoltre, la compatibilità molto scarsa con l’alloggiamento del toner aumenta i rischi di compromissione degli elementi che compongono il meccanismo dell’apparecchio. Risultato: la tua stampante sarà molto meno duratura nel tempo.

L’utilizzo di cartucce di toner autentiche dà la garanzia di stampe sempre di qualità imbattibile, di prestazioni ottimali senza paragoni e di una lunga vita alla tua stampante.

Qual è allora il vantaggio nell’acquisto di un toner contraffatto? L’unico evidente, perchè invitante, è il costo. Questo tipo di cartucce di toner vengono proposte a prezzi economici ed allettanti. Ma il vantaggio del contraffatto è reale? Assolutamente no.

Uno studio di SpencerLab del 2013, commissionato da HP, ha confrontato le cartucce toner monocromatiche LaserJet HP originali con otto marche di cartucce toner non HP commercializzate in Europa, Medio Oriente e Africa per lo stesso prodotto, analizzando, tra le altre cose, proprio la questione relativa al risparmio: alla luce dello studio risulta evidente che, a seguito della stampa, una grande quantità di documenti risulta inutilizzabile proprio per via della scarsa qualità o dei colori sbiaditi, e lo spreco di carta e denaro è sicuramente ingente. Come ultimo, ma non meno importante, bisogna valutare il tempo perso: sin dall’installazione le cartucce non originali causano problemi alla stampante e questi richiedono parecchio tempo per l’eventuale risoluzione, sempre che questa venga trovata.

Quindi, mi raccomando, fidati solo dell'originale!

Distruggi documenti

I distruggi documenti sono diventati sempre più popolari come strumenti per garantire la privacy e la sicurezza dei dati sensibili contenuti in documenti presenti sia negli uffici sia nelle case.

Questa guida illustra una panoramica generale che può aiutarti nella scelta tra le varie tipologie di distruggi documenti disponibili spiegando quali caratteristiche debba avere il tuo distruggi documenti ideale in base alle tue esigenze di utilizzo e di sicurezza.

Perchè distruggere?

Il furto delle informazioni e il furto di identità sono tra le frodi più diffuse in Europa. Per evitare di essere vittima di queste truffe è bene eliminare nel modo più sicuro possibile tutte le informazioni personali e professionali una volta che queste non dovessero essere più utili.

La legge italiana si è preoccupata di regolare il processo di distruzione di documenti sensibili per le aziende e gli individui: il Decreto Lgs 196/2003 enuncia che “è obbligatorio distruggere i documenti cartacei contenenti dati sensibili per prevenire il furto di informazioni personali e riservate”.

Che cosa posso distruggere?

A casa è bene distruggere ogni documento che contenga dati sensibili e informazioni personali che i malintenzionati potrebbero utilizzare per rubare la tua identità, ad esempio:

  • Ricevute bancarie
  • Dati e fatture della carta di credito
  • Bollette delle utenze (luce, gas) e bollette telefoniche
  • Posta personale e/o commerciale che contenga il tuo nome e il tuo indirizzo
  • Documenti che contengano la tua firma
  • Documentazioni mediche e fiscali
  • Dichiarazioni dei redditi
  • Eventuali CD, DVD e fotografie

In ufficio vengono prodotti dati aziendali sensibili ed è buona norma distruggere tutto quel materiale che potrebbe essere utile a competitors e a ladri di informazioni, come ad esempio:

  • Carta intestata
  • Fatturati e bilanci
  • Documenti legali
  • Dati che riguardino i clienti e/o il personale
  • Report finanziari
  • Buste paga
  • Informazioni su budget e strategie di marketing
  • Eventuali CD e DVD

La maggior parte dei distruggi documenti ammettono anche la distruzione di clip, punti metallici e carte di credito; se così fosse la caratteristica è esplicitata nelle descrizioni di ogni prodotto.

Come scegliere un distruggi documenti?

La scelta del distruggi documenti più in linea con le tue esigenze dipende principalmente da quattro fattori:

  • Il tipo e grado di utilizzo della macchina, cioè il numero di utenti e la frequenza giornaliera di utilizzo del distruggi documenti.
  • Il livello di sicurezza del distruggi documenti, che dipende dal grado di segretezza dei documenti da smaltire.
  • Il tipo di taglio, cioè in quale formato viene sminuzzato il documento.

Il luogo in cui posizionare il distruggi documenti (in un grande ufficio, sotto la scrivania, ...)

Il tipo e grado di utilizzo

Esistono distruggi documenti indicati per uso personale o in piccoli uffici e distruggi documenti, invece, adatti per grandi volumi di distruzione; di seguito le principali caratteristiche di ogni tipologia.

Distruggi documenti per uso personale o in piccoli uffici:

  • per chi lavora da casa e per i documenti familiari
  • per un uso poco intensivo, si prevede che distruggano circa 20 fogli al giorno
  • a partire da 1-2 utenti fino ad un massimo di 8-10 utenti
  • per assicurare la sicurezza dei dati personali e delle informazioni confidenziali in modo economico

Distruggi documenti per grandi volumi:

  • per le medie imprese e le grandi aziende
  • per un uso intensivo; garantiscono alte prestazioni nella distruzione di grandi volumi di carta
  • per un utilizzo continuo

per tutti gli utenti aziendali, fino a più di 10 utenti

I Livelli di sicurezza

Un altro tra i fattori da valutare durante la scelta del proprio distruggi documenti è relativa al livello di sicurezza.§

Il livello di sicurezza di una distruggi documenti viene valutato considerando il tipo di taglio che questo effettua e dalla dimensioni in cui è in grado di ridurre la carta. Il livello di sicurezza è valutato attraverso la scala di sicurezza DIN, su una scala di valori che va da 1 a 6.

DIN 1: livello di sicurezza adatto per la distruzione di documenti di tipo generale che devono essere resi illeggibili ed hanno esigenze di sicurezza limitate.

DIN 2: livello di sicurezza adatto per la distruzione di documenti interni aziendali che devono essere resi illeggibili, come ad esempio tabulati, ma hanno esigenze di sicurezza limitate.

DIN 3: livello di sicurezza adatto per la distruzione di documenti riservati o confidenziali come ad esempio dati e documenti che si riferiscono a persone e che necessitano di una sicurezza moderata.

DIN 4: livello di sicurezza moderato adatto per la distruzione di documenti particolarmente riservati, contenenti dati sensibili riferiti a persone e aziende.

DIN 5: livello di sicurezza elevato adatto per la distruzione di documenti soggetti ad esigenze di segretezza.

DIN 6: livello di sicurezza molto elevato adatto per la distruzione di documenti soggetti ad esigenze di segreto eccezionalmente alte, come documenti di uffici governativi.

Il tipo di taglio

I distruggi documenti, sia per uso personale sia per grandi volumi, possono avere tre tipologie di taglio: a strisce, a frammenti o a microframmenti.

Taglio a strisce: i fogli vengono tagliati in strisce, questo tipo di taglio è ideale per la sicurezza dei documenti di uso quotidiano

Taglio in frammenti: la carta viene tagliata in piccoli rettangoli, in questo modo viene garantito un più elevato livello di sicurezza. Il taglio a frammenti, inoltre, riduce significativamente il volume della carta distrutta.

Taglio in microframmenti: i documenti vengono sminuzzati in minuscoli frammenti illeggibili in formato taglio micro che forniscono un elevato livello di sicurezza per documenti altamente riservati.

Gli accessori per I distruggi documenti

Esistono diversi accessori che favoriscono l’appropriata  manutenzione ed il corretto utilizzo di un distruggi documenti.

Nel nostro catalogo sono disponibili:

  • Sacchetti per distruggi documenti: esistono vari formati in base alla capacità del cestino, servono per lo smaltimento del contenuto.

Olio per distruggi documenti e fogli lubrificati: periodicamente è necessario oliare le lame del distruggi documenti per mantenerlo in perfetta efficienza ed evitare che, a lungo andare, diventi rumoroso e lento.

FAQ

Se il mio distruggi documenti non funziona?

Le cause per cui un distruggi documenti smette di funzionare possono essere tante e tutte diverse. Tra le principali ci sono quelle elencate qui di seguito:

  • Il distruggi documenti ha superato il tempo massimo di funzionamento continuo e richiede un tempo di “defaticamento”. Per farlo ripartire bisogna aspettare dai 30 ai 60 minuti in modo da consentire al distruggi documenti di rinfrescarsi e di non bloccarsi nuovamente.
  • Il cestino del distruggi documenti è pieno, controlla e, nel caso, svuota il cestino. Eseguita questa operazione puoi ricominciare a distruggere la carta oppure eliminare l’inceppamento eventualmente creatosi.
  • Il distruggi documenti si è inceppato, come sboccarlo? Per eliminare l'inceppamento prova a spostare l'interruttore di alimentazione per invertire la posizione. Utilizza la modalità “reverse” del distruggi documenti per eliminare l'inceppamento.

Dove raccolgo il materiale distrutto?

Molti distruggi documenti hanno un contenitore all’interno del quale viene raccolto il materiale tagliato. Per molti modelli Nenciarini offre una gamma di sacchetti in carta e in polietilene adatti ad essere inseriti nella macchina distruggi documenti per rendere più semplice l'operazione di vuotamento del cestino.

Che dimensioni di carta posso distruggere con il mio distruggi documenti?

Nel nostro catalogo è possibile trovare distruggi documenti che riescono a distruggere carta di vari formati, è sempre bene controllare quale formato è supportato dalla macchina che hai scelto.

Quanti fogli di carta posso distruggere alla volta?

Questo dato è variabile perché è necessario considerare lo spessore della carta che andiamo ad inserire nel distruggi documenti e il modello di distruggi documenti scelto. Per avere un'idea si potrebbe dire che un distruggi documenti in media "sopporta" circa 15/20 fogli per volta, ma bisogna sempre considerare il peso della carta che inseriamo e il modello acquistata.

Esistono distruggi documenti anti-inceppamento?

Certo! Esistono distruggi documenti dotate di sistema anti-inceppamento la cui imboccatura si illumina per avvertire che è stato inserito un numero troppo elevato di fogli o un solo documento in maniera errata. Quando si verifica questa situazione, la macchina non si aziona per evitare, appunto, che la carta si inceppi.

E' sempre necessario far raffreddare il distruggi documenti?

Solitamente è buona norma concedere ad ogni macchina distruggi documenti qualche minuto di pausa tra un processo di distruzione e l'altro. Alcuni distruggi documenti, però, sono in grado di lavorare senza mai fermarsi: questo genere di macchina è dotata di tecnologia di lavoro a ciclo continuo.

Blocchi e quaderni

Le rigature per la scuola

Tra i materiali scolastici più richiesti dalle scuole italiane si trovano sicuramente i blocchi e i quaderni. All’interno della categoria dedicata a Blocchi e quaderni per la scuola è possibile trovare un’ampia e completa varietà di prodotti che soddisfano qualsiasi esigenza.

Di seguito è opportuno consultare la tabella che riporta le rigature di blocchi, quaderni e fogli protocollo in base alla millimetratura e alle classi scolastiche di riferimento:

0A righe - 1° e 2° elementare

0B righe - 3° elementare

0C righe - 4° e 5° elementare

1R righe - medie e superiori

4 mm, quadretti - 4° e 5° elementare + medie e superiori

5 mm, quadretti - 2° e 3° elementare

0Q, 5 mm, quadretti - 2° e 3° elementare

10 mm, 10 quadretti - 1° elementare

4F, 4mm, quadretti con margine - elementari e medie

CO rigatura commerciale

IN pentagramma per album musica

Blocchi

Il catalogo di Nenciarini propone varie tipologie di blocchi per la scuola, una per ogni esigenza.

Questa breve guida all'acquisto ha lo scopo di aiutarti nella scelta del blocco migliore per le tue esigenze o quelle del tuo bambino.

I block notes sono supporti per la scrittura economici, pratici da utilizzare e molto versatili. Perfetti in ufficio per prendere appunti durante riunioni, meeting e telefonate ma anche in casa o a scuola per appuntarsi nozioni utili o semplici promemoria da ricordare. Scegli la rigatura ed il formato che fanno al caso tuo consultando l'ampia offerta proposta da Nenciarini.

Sono disponibili vari formati: A4, A5, A6 e A7.

I blocchi collati sono blocchi che permettono di scrivere su una superficie di qualità dai quali è possibile rimuovere i fogli, semplicemente "staccandoli" dalla base collata. Sono perfetti per l’uso quotidiano in ufficio, a casa e a scuola.

Sono disponibili in vari formati e con differenti rigature.

I Quablock, invece, sono tutti gli articoli di questo genere prodotti da Pigna.

I blocchi spiralati sono blocchi pratici che permettono un'apertura a 360° del blocco, così da facilitare la scrittura e la lettura dei testi. Sono disponibili in vari formati con copertine in cartone o in PPL di tanti colori differenti.

Ecco le indicazioni per scegliere il quaderno più adatto a te tra le differenti proposte del catalogo online di Nenciarini.

Quaderni

Per scegliere il quaderno perfetto per le tue esigenze ci alcuni elementi importanti da considerare:

  • la rigatura (consulta la nostra tabella)
  • il formato
  • la capienza
  • la riutilizzabilità del prodotto

Le principali tipologie sono due: quaderni “classici” e quaderni ad anelli.

Entrambe le tipologie sono disponibili nei formati A4 e A5.

La maggiore differenza sta nella capienza e riutilizzabilità dei prodotti; i quaderni ad anelli sono, infatti, riutilizzabili e riescono a contenere un gran numero di fogli mentre il classico quaderno ha un numero di fogli limitato e una volta terminato non c'è possibilità di riutilizzarlo.

Nel caso dei quaderni ad anelli, inoltre, ricorda che è necessario valutare il numero di anelli (2 o 4), considerando che più anelli sono presenti e più il foglio sarà stabile e fisso all'interno del quaderno.

Etichette e nastri

I nastri per etichettatrici sono utilizzati per applicare testi e messaggi su varie tipologie di superfici,

anche sono lisce e quindi difficili da etichettare normalmente. Esistono moltissimi colori, formati e tipi di nastri per etichettatrici e le etichette possono essere utilizzate per gli scopi più svariati: etichette con indirizzi per spedizioni di buste e pacchi, etichette con codice a barre per mettere in ordine il magazzino, etichette per classificare raccoglitori, cartelline e classificatori e molte altro ancora.

Consulta il nostro catalogo di etichette, controlla quali sono compatibili con la tua etichettatrice e buon acquisto!

Nastri per etichettarici Dymo

  • I nastri a rilievo Dymo sono resistenti agli agenti atmosferici e adatti ad innumerevoli applicazioni, questi esclusivi nastri Dymo sono indispensabili per tutti coloro che vogliono dare rilievo al proprio mondo.
  • I nastri Dymo D1 sono probabilmente i più diffusi sul mercato e sono pensati specialmente per due serie di etichettatrici: la Dymo LabelManager e la Dymo LabelPoint. Questi nastri sono stati creati per ottenere le massime prestazioni a qualsiasi livello, i nastri DYMO D1 sono la soluzione ideale per centinaia di lavori di etichettatura in ufficio, nei negozi, a scuola o in viaggio.
  • I nastri Dymo Letratag sono colorati e pratici per un efficace uso sia in casa che in ufficio. Questi nastri sono studiati per sfruttare con la massima praticità i modelli LetraTag. Sono perfetti per organizzare la vostra cantina, il vostro garage, la vostra cucina o il vostro ufficio; sono disponibili in vari stili che aderiscono a innumerevoli superfici e possono essere scelti tra un ampio ventaglio di colori.
  • I nastri Dymo LabelWriter sono perfetti se volete stampare in modo efficiente senza rinunciare alla qualità. Facili da staccare, queste etichette ottimizzano le prestazioni della vostra LabelWriter, senza inceppare la stampante principale né sprecare un intero foglio di etichette per stamparne una sola.
  • Ultimi ma non ultimi, ci sono nastri Dymo Rhino che sono nastri per etichettatrici appositamente studiati per etichettare prodotti industriali come cavi dell’elettricità e materiali che possono essere oggetto di abrasioni, escursioni climatiche, sostanze chimiche, solventi e raggi UV.

Nastri per etichettatrici Brother

I nastri Brother TZ sono laminati (nero su bianco) e devono essere utilizzati con l’etichettatrice Brother P-touch labeling. Il nastro laminato è costituito da sei strati di materiali, creando poco spessore ma allo stesso tempo etichette estremamente resistenti. Vengono stampati con inchiostro a trasferimento termico sul fondo di uno strato. In questo modo la scritta rimane “incastrata” tra due strati di PET (polietilene) e i caratteri sono virtualmente indistruttibili.

L’azienda Brother produce inoltre una gamma di altri nastri che devono essere usati con le etichettatrici brother. Abbiamo disponibili questi nastri in tante misure, quindi qualsiasi sia la vostra etichettatrice Brother, sul nostro sito troverete senza dubbio il nastro che fa al caso vostro.

Plastificatrici e Pouches

La plastificazione è un processo semplicissimo che, in pochi minuti, permette di conferire bellezza e resistenza a tutti i documenti che desideri; per questo motivo le plastificatrici sono diventate uno strumento sempre più presente e popolare negli uffici.

Questa guida ha lo scopo di aiutarti a comprendere le differenze tra i vari modelli di plastificatrici esistenti (a caldo, a freddo), le possibili funzioni e i possibili utilizzi di queste macchine da ufficio per fare in modo che tu possa scegliere la tua prossima plastificatrice con semplicità e sicurezza.

Cosa plastificare?

Ognuno di noi risponderebbe a questa domanda in modo differente, a seconda delle esigenze personali o lavorative di ciascuno.

Ecco, però, una breve lista di documenti e articoli che sarebbe utile plastificare:

A casa è utile plastificare:

  • Fotografie e collage di foto
  • Calendari personalizzati
  • Lavori e disegni dei bambini
  • Biglietti d’auguri e inviti
  • Segnalibri personalizzati
  • Tessere o carte da tenere nel portafogli
  • Etichette per bagagli
  • Orari scolastici, della palestra o dei treni
  • Ricette di cucina

In ufficio, invece, lo scopo della plastificazione non è la sola conservazione nel tempo ma anche il conferire un aspetto migliore e più formale ai documenti per le presentazioni di lavoro. I documenti utili da plastificare in ufficio sono:

  • Listini, cataloghi e depliant
  • Presentazioni
  • Materiali promozionali
  • Biglietti da visita
  • Badges e cartellini identificativi
  • Tessere associative
  • Rubriche telefoniche

Perché plastificare?

Le ragioni che spingono a plastificare un documento sono molteplici:

  • conferisce un aspetto professionale ai documenti e alle presentazioni di lavoro
  • preserva i documenti importanti ma anche le semplici fotografie o i ricordi dall’usura del tempo rendendoli resistenti all’acqua e salvandoli dalla formazione di pieghe, segni e macchie
  • protegge i documenti dalla contraffazione.

Una macchina plastificatrice permette, in sostanza, di poter rivestire con due film plastici trasparenti uno o più fogli di carta o cartoncino di varie dimensioni e grammature. Con una semplice operazione di plastificazione il documento che vogliamo conservare diventerà rigido, resistente all’acqua, inalterabile e avrà un ottimo aspetto, lucido e piacevole.

Come scegliere una plastificatrice?

Quando ci si trova di fronte alla necessità di acquistare una plastificatrice è necessario valutare più elementi in modo da poter scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze, esaminiamoli nel dettaglio:

A caldo o a freddo

Le plastificatrici utilizzano due tecnologie differenti per la plastificazione: a caldo o a freddo.

Le plastificatrici a caldo sono generalmente le più usate. Il processo di plastificazione di queste macchine da ufficio è molto semplice: una volta scaldata la laminatrice è sufficiente inserire la busta pouche o il foglio ricoperto da film plastico nella plastificatrice che, grazie ai rulli interni, farà scorrere il documento attraverso una “zona calda”, opportunamente scaldata alla temperatura più adatta al materiale plastico che stiamo utilizzando. Fatto questo, il risultato ottenuto sarà un foglio plastificato adatto a resistere al tempo e all’usura, di ottimo aspetto ed impermeabile.

Le plastificatrici a freddo, invece, utilizzano del film plastico avente una sola faccia adesiva e funzionano in questo modo: facendo scorrere il foglio da plastificare tra i due film adesivi e attraverso due o quattro rulli opportunamente regolati si ottiene il foglio plastificato derivante dall'adesione dei due fogli adesivi sulle due facce del foglio di carta o cartoncino da plastificare. Il risultato solitamente è ottimo e raramente si presentano bolle d'’aria imprigionate tra il foglio e il film plastico. La plastificazione a freddo, generalmente, è un processo che viene utilizzato solo nei casi in cui il documento da plastificare rischierebbe di danneggiarsi con il calore. Le plastificatrici a freddo sono spesso considerate più sicure rispetto alle plastificatrici a caldo ma solitamente hanno una durata minore in termini di vita del prodotto. Questo tipo di plastificatrici si trova molto più facilmente nelle case piuttosto che negli uffici.

La plastificazione a freddo viene utilizzata principalmente per grandi formati e cartellonistica, mentre la plastificazione a caldo è più adatta a piccoli formati.

ATTENZIONE: per entrambi i tipi di plastificazione è importante assicurarsi che i fogli da plastificare siano perfettamente puliti e privi di polvere o altre particelle poiché, una volta avvenuta la plastificazione, queste sarebbero visibili e potrebbero creare dei rilievi antiestetici sulla superficie plastificata.

Dimensioni dei documenti

La dimensione di foglio supportata da una plastificatrice è variabile a seconda della marca e del modello, generalmente i formati standard accettati sono A3, A4 e A5. Quando acquisti una plastificatrice, perciò, è bene assicurarti che questa riesca a soddisfare tutte le tue esigenze di plastificazione.

Spessore della pouche / del film adesivo

La misura solitamente utilizzata per determinare lo spessore della pouche o del film adesivo è il micron, l’equivalente di un millesimo di millimetro. Quando tra le caratteristiche di una plastificatrice si legge che questa supporta uno spesso fino a 200 micron significa che quella macchina nello specifico è in grado di plastificare fogli con un film dallo spessore massimo di 0,2 mm. Anche lo spessore del film adesivo è variabile e dipende dal marchio e dal modello di macchina.

Resa pagine

Alcune plastificatrici riescono a plastificare i fogli ad una velocità maggiore rispetto ad altre; talvolta, però, una maggior velocità nella plastificazione equivale ad una qualità inferiore del foglio risultante. Molti laminatori permettono all’utente di scegliere la velocità di plastificazione per i propri documenti in modo da riuscire a rendere la macchina più adatta all’utilizzo che si ha intenzione di farne.

Spazio

Le dimensioni delle plastificatrici variano a seconda del modello e del marchio della macchina. Alcune plastificatrici sono molto ingombranti mentre altre hanno dimensioni contenute e permettono di riporre la macchina in un armadietto. Le plastificatrici a film adesivo solitamente sono più ingombranti rispetto alle plastificatrici a pouches che, infatti, possono essere comodamente sistemate su una scrivania.

Poches e film adesivo: cosa sono e come sceglierli

Per fare in modo che le plastificatrici funzionino in maniera corretta è importante saper acquistare anche i corretti accessori. È necessario accertarsi quale tipo di accessorio sia compatibile con il proprio marchio e modello di plastificatrice.

Le pouches e i film adesivi sono le “tasche” e le pellicole che permettono di plastificare il documento.

Nello specifico:

Le pouches sono delle “tasche” in plastica aperte su tre lati dove è possibile inserire il foglio da plastificare. Possono essere lucide o opache, a seconda del gusto e sono solitamente utilizzate per le plastificatrici a caldo.

Formato e spessore sono caratteristiche da tenere in considerazione prima di acquistare delle pouches. Devono essere del formato più adatto al documento da plastificare e, inoltre, devono essere di uno spessore supportato dalla plastificatrice acquistata.

Esistono moltissimi formati di pouches, di seguito trovi i principali e le relative dimensioni:

  • A7: 74 × 105 mm
  • A6: 105 × 148 mm
  • A5: 148 × 210 mm
  • A4: 210 × 297 mm
  • A3: 297 × 420 mm
  • A2: 420 × 594 mm

Va tenuto presente che i formati delle pouches sono lievemente più grandi di un normale formato dei fogli poichè sono fatte per ricoprire l'intero foglio e renderlo isolato da agenti esterni (anche i "bordi"del foglio vanno ben protetti).

Nel catalogo Nenciarini sono disponibili pouches con differenti spessori. Lo spessore di una pouches si misura in micron (millesimo di millimetro) e spesso viene indicato "per lato", ciò significa che se una pouches misura 100 micron per lato, complessivamente misurerà 200 micron di spessore.

Nel nostro catalogo, sono disponibili le seguenti dimensioni:

  • 75 micron per lato
  • 100 micron per lato
  • 125 micron per lato
  • 175 micron per lato
  • 180 micron per lato
  • 250 micron per lato

I film adesivi per plastificare solitamente si trovano in rotoli e vengono utilizzati per plastificare documenti di grandi dimensioni. Si utilizzano sia per plastificatrici a caldo che a freddo. Il film ha un lato adesivo ed uno liscio ed è molto importante il verso con cui lo si inserisce nella nostra plastificatrice.

Plastificatrici a pouches

Le plastificatrici a pouches sono il modello più comune tra le plastificatrici per ufficio. Le misure contenute di queste macchine da ufficio permette di spostarle comodamente da una scrivania all’altra e di riporle in cassetti o mobiletti. Solitamente contengono da 2 a 6 rulli che servono per far aderire la pouche al foglio da plastificare, più rulli ci sono più il calore si espanderà uniformemente e la plastificazione sarà di alto livello. Ovviamente questo significa anche un incremento della spesa per acquistare la vostra plastificatrice.

Plastificatrici a film adesivo

Le plastificatrici a film adesivo vengono solitamente usate nelle scuole, nei centri stampa e nella maggior parte degli uffici. Queste plastificatrici sono delle macchine molto valide poiché riescono a plastificare grandi quantità di documenti, anche di grandi dimensioni. Il risultato che si ottiene usando una plastificatrice a film adesivo è un foglio dal rivestimento liscio e lucido, protetto da macchie e da pieghe.

F.A.Q.

Ecco la breve raccolta delle domande più frequenti poste dai nostri clienti. Se ci siamo dimenticati di trattare qualche argomento contattateci tramite il form inserito al termine della sezione e cercheremo di rispondere alla vostra richiesta il primo possibile.

Che cos'è una plastificatrice a pressione?

Le plastificatrici a freddo vengono talvolta chiamate plastificatrici “a pressione”, questo per la loro tecnica di plastificazione. Il documento inserito in una plastificatrice a freddo viene plastificato applicando una pressione sul film adesivo che costringe lo strato appiccicoso al foglio. Questo film adesivo si incolla definitivamente al foglio grazie al calore emanato dal rullo della macchina che fissa il film sul documento.

È importante il verso in cui inserire il film adesivo nella plastificatrice?

Assolutamente sì. Solo uno dei due lati del rotolo è adesivo quindi è molto importante posizionare il lato appiccicoso e il lato liscio al giusto posto. Se caricate i rotoli di film adesivo in modo errato, la plastificazione del vostro foglio non avverrà e il foglio resterà intatto ma sicuramente la colla applicata sullo strato del rotolo spargendosi rischia di rovinare alcuni componenti della macchina.

Posso appendere direttamente il foglio plastificato su una parete?

Sì. Alcune plastificatrici, specialmente quelle a freddo, sono dotate di un adesivo (di solito peel-off) sul retro che permette di appendere il documento plastificato su muri, bacheche e altre superfici.

Se non uso la mia plastificatrice per un po’, si spegne da sola?

Sì, la maggior parte delle plastificatrici infatti è dotata di meccanismo di spegnimento automatico e se viene lasciato acceso, ma inutilizzato per circa 60 minuti, si spegne da sola. Un consiglio che vi diamo, però, è di spegnere le plastificatrici quando non sono utilizzate poiché non è una buona idea lasciare una macchina ad alta temperatura accesa e incustodita.

Come evitare che…

… si formi la polvere tra il foglio e il film adesivo?

E’ buona norma evitare di lasciare il film adesivo o le pouches incustoditi e “in giro” dopo che sono stati sfilati dalla loro confezione. Per evitare che si formi polvere e che la plastificazione risulti di minor qualità, si consiglia di pulire i fogli da plastificare prima di inserirli nella macchina. Se trovate che pulire di volta in volta i fogli sia troppo macchinoso, in commercio esistono dei “rulli di pulizia” per plastificatrici che raccolgono polvere e particelle dai documenti e dal film adesivo.

… si formino bolle d’aria durante la plastificazione?

La formazione di piccole (e fastidiose) bollicine d’aria sul documento plastificato inficia notevolmente la qualità e l’aspetto del documento ma è possibile eliminare questo problema. Questo effetto è una conseguenza del calore troppo alto della plastificatrice, il caldo rischia di sciogliere eccessivamente il film e la colla e in questo modo si formano le bollicine. Per evitare questi spiacevoli inconvenienti si consiglia di settare la plastificatrice sulla temperatura più adatta.

… il documento plastificato appaia opaco?

L’opacità della plastificazione è causata dalla temperatura troppo bassa della plastificatrice, questo accade perché la colla sul film adesivo o sulla pouche non si scioglie bene e non aderisce perfettamente al documento. Per risolvere questo problema possiamo passare due volte lo stesso documento nella plastificatrice oppure alzare la temperatura della plastificatrice. Più spesso è il foglio adesivo più alta deve essere la temperatura.

Rilegatrici

Le rilegatrici sono macchine da ufficio molto utili e popolari negli uffici di oggi perchè permettono di creare fascicoli e presentazioni di documenti in modo professionale, pratico e soprattutto veloce. Con questa guida desideriamo fornire ai nostri clienti una panoramica generale che ti aiuti a scegliere tra tutte le tipologie di rilegatrici disponibili.

Cosa rilegare?

Concettualmente si può rilegare tutto ciò che si ritiene valga la pena rilegare. Per restringere il campo ci concentriamo su cosa è utile rilegare in un ufficio, a casa e a scuola.

A casa:

  • Calendari
  • Ricette di cucina
  • Album fotografici
  • Diari
  • Rubrica telefonica
  • Appunti di vario genere

A scuola:

  • Manuali e dispense
  • Appunti
  • Registri
  • Normative di sicurezza
  • Rubrica telefonica

In ufficio:

  • Risultati di ricerche
  • Presentazioni
  • Dati di vendita
  • Progetti
  • Reports
  • Manuali per trainings
  • Proposte e offerte
  • Contratti e documenti legali
  • Procedure
  • Relazioni di ogni genere

Perché rilegare?

In ufficio, spesso, si ha la buona abitudine di rilegare documenti per preparare dei fascicoli contenenti vari fogli per una presentazione o una riunione, archiviare dei documenti e preparare un fascicolo contenente tutta la documentazione e preparare dei veri e propri "libri" contenenti svariati documenti e fogli.

Con una semplice operazione di rilegatura, tutti i fascicoli dell'ufficio risulteranno perfetti da consegnare a clienti e fornitori: i fogli saranno disposti in modo ordinato e professionale senza rischiare di rovinarli con angoli e piegature.

Come scegliere una rilegatrice?

Il tipo di rilegatura da scegliere dipende esclusivamente dalle esigenze professionali e personali di ognuno.

Ci sono tre passi da compiere per effettuare una scelta soddisfacente, ecco quali:

1° passo – Frequenza di utilizzo: quanto spesso usi la rilegatrice?

Valuta l'uso che faresti della tua rilegatrice: la useresti a casa o in ufficio? Per rilegare documenti importanti o di uso quotidiano? Come preferisci rilegarli? Esistono moltissimi modelli di rilegatrice e alcuni sono più adatti a piccoli uffici, altre per uffici di dimensioni medie e altre ancora per interi reparti.

2° passo – Stile della rilegatura: qual è lo stile che hai in mente?

Prima di acquistare una rilegatrice è importante riflettere sullo stile che il nostro fascicolo deve avere: desideri che sia rilegato con una spirale metallica o con una spirale di plastica? E se invece volessi rilegarlo con una copertina termica? O con dei pettini di plastica? Nello schema che segue trovil l'immagine di ogni singolo accessorio per rilegatura, i vari modelli (con il loro nome) e la relativa immagine che illustra il fascicolo risultante da una rilegatura a dorso, a pettine o termica.

  • Rilegatura Clickbind: il sistema più innovativo e moderno per attirare l'attenzione sui propri documenti. Le spirabili riapribili Clickbind, con l'ausilio dello zipper semplice, o a mano permettono il continuo aggiornamento del rilegato in pochi secondi. Lo schema di foratura a 34 anelli lo rende compatibile anche con il sistema di rilegatura a spirale metallica.
  • Rilegatura Combind : il sistema ad anelli plastici più venduto al mondo. Facile da usare, il rilegato si apre completamente piatto. Perfetto per relazioni, documenti finanziari e scolastici.
  • Rilegatura WireBind: stile elegante e resistente che utilizza robuste spirali metalliche per una rilegatura sicura in formato A4. Apertura del documento rilegato a 360°.
  • Rilegatura StripBind : Le due categorie di rilegatura Stripbind GBC sono rappresentate da due rinomati marchi - Velobind e Surebind.
  • Il sistema Velobind consiste nella rilegatura con pettini a 4 denti richiudibili, adatto per uso personale. Il sistema Surebind consiste nella rilegatura con pettini a 10 denti termosaldati a prova di manomissione, adatto per documenti ufficiali.
  • Rilegatura Thermabind : il sistema di rilegatura termica che trasforma in pochi minuti pagine sciolte in rilegati perfetti dall'aspetto editoriale. Grazie all'utilizzo di copertine speciali con colla incorporata Thermabind, si può ottenere facilmente un rilegato professionale, sicuro ed elegante dall'aspetto di un libro pubblicato.
  • Rilegatura Coilbind :  il sistema di rilegatura con spirali Coil unisce aperture dei fascicoli a 360° e velocità di rilegatura, flessibilità e leggerezza. Il rilegato può essere aggiornato semplicemente tagliando l'estremità del dorso per consentirne l'apertura.

3° passo - Scelta della copertina

Per personalizzare la rilegatura puoi scegliere tra differenti modelli di copertine, nel catalogo Nenciarini sono disponibili copertine per rilegatura di marche quali GBC, Leitz, Durable e 5 Star, le migliori nell’ottica della qualità e dell’utilizzabilità, sia per rilegature professionali sia personali. Esistono copertine per la rilegatura in vari colori e materiali: ci sono copertine in cartoncino o in plastica, e in tantissimi colori: trasparente, nero, blu e molti altri ancora, la scelta è valutata in base alle tue preferenze.

Per scegliere una copertina per rilegatura, però, non è solo il marchio l’elemento da valutare: bisogna considerare il formato di cui hai bisogno e il materiale di cui è fatta.

Le rilegatrici sono macchine ufficio pensate per rilegare in formato A4 dal lato lungo, quindi il lato che misura 29 cm. È possibile, però, utilizzare una rilegatrice A4 per rilegare formati A3 dal lato "corto".

Per quanto riguarda il materiale esistono copertine per rilegatura in cartoncino goffrato, cartoncino lucido, in PVC e in PPL. 

I tipi di rilegatrici

Le rilegatrici a dorso, conosciute anche come rilegatrici a spirale o rilegatrici ad anelli, sono le macchine per rilegatura più utilizzate negli uffici. Facilissime da usare, permettono di rilegare perfettamente fascicoli di svariate dimensioni, ci sono rilegatrici da ufficio che riescono a rilegare fino a 450 fogli! Nel catalogo di Nenciarini si possono trovare rilegatrici a dorso ad alimentazione elettrica o manuale, che supportano differenti tipi di spirale (metallica o di plastica) e che hanno capacità di perforazione e di rilegatura differenti.

Le rilegatrici a pettine sono davvero semplici da usare e permettono, in pochi minuti, di avere fascicoli rilegati in modo professionale e curato. Nel nostro catalogo è possibile scegliere tra rilegatrici a pettine GBC e Leitz, manuali o elettriche, con differenti capacità di rilegatura.

Le rilegatrici termiche sono macchine che vi assicurano una rilegatura compatta e sicura, pensata per durare nel tempo e conferire al vostro fascicolo un aspetto professionale.

I dorsi di rilegatura

Gli elementi per valutare qual è il dorso migliore per la nostra rilegatrice e per la nostra esigenza di rilegatura sono tre: lo spessore del dorso, la capacità di fogli che ne consegue e il “modello” di dorso.

Il diametro di un dorso per rilegatura è un elemento molto importante da considerare poiché da questo dipende la quantità di fogli che il nostro fascicolo rilegato potrà contenere. Esistono dorsi per rilegatura che possono contenere da poche pagine fino a moltissimi fogli, per fascicolare un vero e proprio “libro”.

Nel catalogo Nenciarini abbiamo i seguenti diametri di anelli:

> 10mm = dorsi con anelli di questo diametro riescono a contenere da 0 fino a 95 fogli

> 20 mm = dorsi con anelli di questo diametro riescono a contenere fino a 145 fogli

> 25 mm = dorsi con anelli di questo diametro sono adatti a contenere da 765 fogli fino a 500 fogli

Un altro elemento da valutare quando dobbiamo scegliere il dorso da utilizzare per rilegare i nostri fogli è il materiale con cui è fatto il dorsino e il numero di anelli che lo compongono, sostanzialmente dobbiamo scegliere "il modello" del nostro dorsino. Il materiale con cui è costruito un dorsino per rilegatura, solitamente, è la plastica o il metallo. Nel catalogo Nenciarini sono disponibili sia dorsi metallici che dorsi in plastica per la rilegatura.

Il dorso per rilegatura, come dicevamo, si differenzia anche per la quantità di anelli che lo compongono. Più anelli ci sono, più questo dorsino sarà resistente e garantirà al nostro fascicoletto lunga vita. Nel nostro catalogo sono disponibili dorsini da 21 anelli, in plastica e metallo, e da 34 anelli (anche in questo caso sia in plastica che in metallo). Esistono anche dorsi a spirale composti da 47 anelli.

I pettini per rilegatrici

Le rilegatrici a pettine sono perfette per rilegare documenti in modo veloce e professionale; per poterle utilizzare è necessario acquistare dei pettini per rilegatura. Nel catalogo Nenciarini è possibile scegliere tra moltissimi pettini per rilegatura, di seguito vi spieghiamo come sceglierli.

I pettini per rilegatura hanno tre caratteristiche da valutare e sono lo spessore del pettine, la quantità di fogli che riesce a contenere e il numero di aghi che compone il pettine. Consultando la sezione dedicata ai pettini per rilegatura del catalogo Nenciarini è possibile scegliere tra pettini con dorso 25mm o 50mm che contengono rispettivamente 250 fogli o 500 fogli.

Suggerimenti

Ecco alcuni piccoli suggerimenti da osservare per assicurare una rilegatura professionale e ben fatta:

- Quando si inserisce il documento nel vano di perforazione, assicurarsi che sia ben posizionato muovendolo da un'estremità all'altra del vano, quindi allinearlo a sinistra.

- Quando si devono perforare le copertine (fronte e dorso), inserire un foglio tra una e l'altra prima di perforare.

- Quando si usa una spirale Click, chiudere manualmente i primi due anelli prima di utilizzare lo zipper apposito.

- Accertarsi del perfetto allineamento dei fogli prima di inserire la spirale.

- Prima di inserire il dorso, posizionare per prima la copertina del retro e poi il resto del documento, in modo che una volta completata l'operazione, basterà ruotare la copertina e si nasconderà la chiusura della spirale al suo interno.

Buste corrispondenza

Per qualunque ufficio, impresa o negozio che abbia una corrispondenza assidua con fornitori, clienti o altri uffici le buste sono un articolo di cancelleria essenziale. Non è bene farsi cogliere impreparati nello svolgere questa attività.

Esistono varie tipologie di buste per corrispondenza, ognuna con differenti caratteristiche per poter soddisfare ogni tipo di esigenza.

Sfogliando le pagine del catalogo di cancelleria online di Nenciarini ti accorgerai che l'offerta per quel che riguarda le buste è molto ampia:

Buste semplici: le classiche buste bianche, con o senza finestra, che si utilizzano per spedire lettere e comunicazioni semplici. Le buste semplici possono avere taglio a punta o taglio dritto.

Nel catalogo sono inserite buste per uso generico disponibili sia in confezioni da poche unità sia in confezioni pensate per durare nel tempo.

Buste internografate: buste classiche bianche che presentano, però, al loro interno, motivi grafici molto fitti che impediscono la lettura del contenuto in trasparenza e garantiscono la riservatezza del contenuto.

Buste a sacco: questa tipologia di busta è perfetta per spedire documenti che non si possono piegare o rovinare. Le buste a sacco permettono un facile inserimento e una facile estrazione del plico di foglio riposto all'interno della busta. La documentazione spedita con una busta a sacco resta integra, non si stropiccia. Nel catalogo Nenciarini trovi buste a sacco di vari formati e pesi, in colore avana o bianco.

Buste per stampanti laser: adatte, appunto per la stampa laser.

Buste speciali per imbustatrici automatiche: adatte per imbustamento automatico, metodo pratico e veloce per imbustare grandi quantità di lettere.

I tipi di chiusure

Le buste per corrispondenza hanno tre tipi principali di chiusure:

  • Con strip: sono cioè dotate di una banda adesiva coperta da strip. Rimuovendo la protezione è possibile incollare il lembo adesivo alla busta per sigillarla.
  • Gommate:  dotate di una banda adesiva, il cui collante è simile al francobollo; si attiva se inumidito.

Non gommate: prive di alcuna chiusura adesiva.

I formati delle buste

I formati delle buste più comuni sono i seguenti:

Formato C4 (22,9x32,4 cm): pensato per contenere un foglio A4 senza doverlo ripiegare.

 

 

Formato C5 (16,2x22,9 cm): in grado di contenere un foglio A4 piegato in due dal lato corto o un foglio A5 senza doverlo ripiegare.

 

 

Formato C6 (11,4x16,2 cm): pensato per contenere un foglio A4 piegato in quattro o un foglio A5 piegato in due dal lato corto.

 

 

Formato DL (11x22 cm): contiente un foglio A4 piegato in tre dal lato corto o un foglio A5 piegato in due dal lato lungo.

I tipi di spedizione

Una breve legenda delle tipologie di spedizione più comuni, disponibili per spedire documenti, lettere e piccoli pacchi.

Posta Prioritaria

Questa modalità di spedizione è perfetta per spedire lettere in modo veloce, facile ed economico in Italia e nel mondo. Peso massimo 2 kg.

Posta Raccomandata

Offre la certificazione legale della consegna. La posta raccomandata serve per dimostrare che la spedizione è stata effettuata, ha valore legale ed è particolarmente adatta per gare e/ concorsi pubblici oltre che per usi amministrativi e giudiziari. Peso massimo 2 kg.

Posta Assicurata

Serve per spedire cose di valore, documenti importanti, denaro, oggetti preziosi, titoli o valori con la garanzia dell'assicurazione. Il valore massimo assicurabile è pari a 3.000,00 €. Peso massimo 2 kg.

Postacelere 1 plus

Il modo veloce per spedire documenti fino a 3 kg in tutta Italia con consegna a domicilio in 1 giorno lavorativo (escluse 33 piccole località), oltre quello di accettazione, festivi esclusi. Di sabato si consegna in 750 comuni.

Buste di Plastica

Buste a foratura universale: sono uno dei prodotti per l'archivio e l'organizzazione dell'ufficio più diffusi in assoluto negli uffici di ogni angolo di mondo. Queste buste di plastica sono dotate di una speciale striscia di rinforzo, applicata su un lato, che aumenta la resistenza e la tenuta e permette di inserirle facilmente in qualsiasi raccoglitore.

Grazie alle buste di plastica a foratura universale è possibile archiviare e organizzare comodamente documenti, foto, CD e tutto il materiale da archivio in qualunque tipo di raccoglitore. Generalmente questo tipo di buste ha un’unica apertura dall’alto che garantisce un archiviazione sicura e pratica, perfetta per inserire ed estrarre facilmente tutti i documenti. Prodotti in Polipropilene, PVC, o Nyrex tutti i tipi di buste di plastica sono studiati per durare a lungo.

Buste a L: sono un tipo di busta adatto per proteggere quei documenti che è bene avere sempre sottomano e che è meglio non rischiare di rovinare tenendoli sulla scrivania, dove sono a rischio di pieghe o macchie. Le buste a L sono della "tasche" di plastica aperte su 2 lati che solitamente vengono utilizzate durante delle presentazioni o riunioni di lavoro per tenere raccogli in un unico contenitore documenti e fogli che potrebbero rivelarsi utili per il discorso. Questo tipo di buste è versatile e molto funzionale: fabbricate comunemente in plastica trasparente, le buste a L sono disponibili sia con foratura universale sia a fascicolo ed esistono anche modelli espandibili, adesivi e con custodie per CD e biglietti da visita. 

Buste a U: sono comunemente chiamate buste porta documenti per l'uso che gli è stato riservato nel tempo. Queste comode buste di plastica sono delle "tasche" aperte su un solo lato da cui è possibile infilare e sfilare i documenti e si rivelano molto utili sia a casa che in ufficio per l'archiviazione di documenti come passaporti, carta d'identità, patente, carta di credito, etc.

Buste con bottone: sono un particolare tipo di buste di plastica che permettono di chiuderle e proteggere il contenuto grazie ad un piccolo bottone, di plastica o di metallo, applicato sull'unico lato aperto della busta. Le buste con bottone sono un oggetto molto facile da usare, basta infilare e sfilare i documenti dal lato aperto della busta e chiuderla con il bottone per evitare che questi sfuggano. Questo tipo di buste è adatto per contenere svariate tipologie di documenti e oggetti, è possibile per esempio anche conservarvi delle banconote o delle monete considerando che tramite la chiusura a bottone queste non rischiano di fuoriuscire dalla busta. 

Buste con chiusura a zip: sono diventate fondamentali per chi viaggia in aereo. Sono pratiche buste richiudibili che permettono, infatti, di trasportare liquidi a bordo direttamente nel bagaglio a mano, secondo le normative previste dall'Unione Europea.

Buste portavvisi: sono buste trasparenti solitamente costruite in PVC che si rivelano molto utili e funzionali per la comunicazione interna degli uffici. Sono perfette per avvisi, istruzioni, licenze o comunicazioni, documenti che devono essere sotto l'occhio di tutti e che non devono deteriorarsi con il tempo.

Come scegliere?

Durante la scelta delle buste di plastica da acquistare per l’ufficio è necessario considerare tre importanti caratteristiche:

  •       il formato della busta: nel catalogo Nenciarini è possibile acquistare buste di plastica in formato A5, A4 ma anche in formato A2 e A3
  •       il tipo di superficie della busta, detta anche finitura: è possibile scegliere tra buste con superficie goffrata, detta anche a buccia d'arancia o antiriflesso, o liscia, a seconda delle esigenze e del gusto personale

lo spessore della busta: esistono buste di plastica di vario spessore, ciò significa che lo spessore in micron della busta aumenta o diminuisce a seconda della "classe" in cui la busta viene inserita. Esistono buste di plastica a spessore leggero, medio e alto.

Taglierine

Per poter scegliere la taglierina più adatte alle tue esigenze è necessario valutare due elementi principali:

  • le dimensioni del foglio da tagliare (e la luce di taglio, ovvero lo spazio che la lama "ruba" al foglio al momento del taglio)
  • il numero di fogli che si desidera tagliare contemporaneamente

In base alle tue necessità di taglio puoi scegliere la taglierina che fa al caso tuo.

I tipi di taglierina

A tua disposizione ci sono due tipi di taglierine: taglierine a lama rotante e taglierine a leva (chiamate anche taglierine a ghigliottina).

Le taglierine a lama rotante sono particolarmente indicate per tagliare carta o prodotti similari come ad esempio le fotografie. Consente un taglio netto, dritto e dall’aspetto professionale. La lama è rivestita e protetta. L'uso di questo tipo di taglierine è indicato per l’uso personale, l'hobbistica, la scuola e i piccoli uffici.

Perchè scegliere una taglierina a lama rotante?

  • per essere creativi: grazie ad un'unica taglierina si è in grado di personalizzare i propri documenti, potendo anche scegliere il tipo di taglio da attuare
  • per essere sicuri: la lama non è in vita e non è a diretto contatto con le dita, ma avvolta da una apposita protezione
  • per spostarsi liberamente: le taglierine a lama rotante hanno solitamente dimensioni contenute, sono quindi facili da spostare e trasportare.

Le taglierine a leva sono indicate per consentire il taglio veloce di elevati volumi di carta ed eventualmente materiali più resistenti come plastica e pelle con un ridotto dispendio di energie. Questa tipologia di taglierine è particolarmente adatta non solo per il normale utilizzo in ufficio, ma anche per usi più professionali come ad esempio nelle copisterie e nel campo industriale.

Come funzionano?           

Ponendo il foglio (o il gruppo di fogli) da tagliare sulla taglierina è sufficiente abbassare la leva per ottenere un taglio preciso e netto. Le taglierine a leva sono ideali per tagliare grandi blocchi di carta o cartoncini molto spessi.

Perchè scegliere una taglierina a leva?

  • il controllo è maggiore: una taglierina a leva permette di avere una piena padronanza dei propri documenti al momento del taglio, grazie all'ergonomicità del manico e alla chiara indicazione del punto di rifilo
  • la quantità di fogli da tagliare contemporaneamente è superiore: una taglierina a leva permette di tagliare grandi quantità di fogli in contemporanea, nel catalogo Nenciarini esistono taglierine capaci di tagliare fino a 200 fogli alla volta.

la lunga durata della macchina nel tempo: la lama autoaffilante, unitamente alla alta qualità, consentono un lungo utilizzo della taglierina a ghigliottina.

I tipi di taglio

Nella sezione “Taglierine” del catalogo online di Nenciarini sono disponibili gli accessori e i ricambi per taglierine a lama rotante, ovvero lame con differenti tipologie di taglio.

Per scegliere una taglierina a lama rotante è importante considerare il tipo di taglio che vogliamo attuare.

Esistono taglierine che danno la possibilità di cambiare il tipo di lama, e quindi di taglio, per cui è necessario fare attenzione al momento della scelta. Ci sono differenti possibilità di taglio:

  • taglio standard
  • taglio ondulato
  • taglio zigrinato

cordonatura, che non è un vero e proprio taglio ma più che altro una "piega"

Calcolatrici

La Guida all'Acquisto delle Calcolatrici ha lo scopo di aiutare i nostri clienti nella scelta della calcolatrice più adatta alle loro esigenze lavorative e contabili. Questa guida desidera fare chiarezza tra le varie tipologie di calcolatrice esistenti (calcolatrici tascabili, calcolatrici da tavolo, calcolatrici scientifiche e calcolatrici scriventi) e le molte funzioni a disposizione; in coda alla guida è stato inserito un piccolo paragrafo relativo alle curiosità sulle calcolatrici.

I tipi di calcolatrice 

Calcolatrici tascabili: sono calcolatrici di piccole dimensioni, facili da trasportare e adatte a fare calcoli semplici (addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni). Solitamente le calcolatrici tascabili sono alimentate a batteria, talvolta oltre alla carica a batteria è unita quella ad energia solare. Questo tipo di calcolatrice è molto pratico, ma di recente le piccole calcolatrici tascabili hanno iniziato a subire la concorrenza di quelle di cellulari, tablet e smartphone.

Calcolatrici da tavolo: sono ideali per essere utilizzate n ufficio o in casa per tenere la contabilità. Solitamente le calcolatrici da tavolo sono alimentate a batteria, talvolta oltre alla carica a batteria è unita la carica ad energia solare come capita per le calcolatrici tascabili.

Calcolatrici scriventi: sono uno strumento essenziale per gestire la contabilità in ufficio. Le calcolatrici scriventi sono solitamente di dimensioni medio-grandi e forniscono all’utente la possibilità di stampare i calcoli effettuati su di un rotolo cartaceo. Sono quasi sempre alimentate direttamente alla presa della rete elettrica, talvolta a batteria.

Possono essere suddivise, a loro volta, in 3 sottocategorie:

- base: per calcoli semplici, adatta alla piccola contabilità dell’ufficio e alla contabilità casalinga

- intermedie: per calcoli più complessi, è tra le più comuni calcolatrici scriventi da ufficio; permettono l’utilizzo di alcune formule per semplificare il lavoro

- professionali: questo modello di calcolatrice scrivente è consigliato per la gestione di conti complessi, come pagamenti di tasse e contributi.

Calcolatrici scientifiche: sono perfette per la scuola e per l’uso professionale. Alcune calcolatrici scientifiche sono chiamate “finanziarie” poiché tra le svariate funzioni ne hanno alcune specifiche per il calcolo dell’interesse composto o dell’ammortamento di un prestito. Le calcolatrici finanziarie sono ideali per chi si occupa di bilancio e di contabilità grazie alle funzioni pre-impostate come il calcolo di break-even, la conversione del tasso di interesse, il delta %, il profitto e le perdite.

Calcolatrici grafiche: sono lo strumento ideale per tracciare grafici e tabelle e sono adatte per uso scolastico e professionale.

Come scegliere una calcolatrice: le caratteristiche tecniche

Alimentazione

I vari tipi di calcolatrice (tascabile, da tavolo, scientifica e scrivente) possono essere alimentati in modi differenti.

Generalmente tutte le calcolatrici sono alimentate mediante l’uso di batterie stilo oppure di energia solare, alcune supportano entrambe le tipologie di alimentazione. Per quanto riguarda l’alimentazione a muro, invece, solo alcuni modelli di calcolatrici scriventi supportano questa caratteristica.

Display, linee e cifre visualizzate

Durante la scelta di una calcolatrice è necessario considerare quante linee questa deve riuscire a visualizzare nel display. Le calcolatrici tascabili, generalmente, hanno una sola linea di display mentre quelle da tavolo, scriventi e scientifiche riescono a visualizzare da una a tre linee.

Ogni tipologia di display ha il suo vantaggio:

1 linea – display standard che permette la visualizzazione di numeri grandi, facilita l’utilizzo della calcolatrice

2 linee – display che permette di visualizzare contemporaneamente diversi valori, ideale per calcolare conversioni di valuta o applicazione dell’IVA

3 linee – display che permette di visualizzare contemporaneamente diversi valori, perfetto per utilizzare la funzione cost-sell-margin.

Inolte è importante valutare quante cifre hai bisogno che siano visualizzate nel display e se preferisci un display inclinato fisso o inclinabile. Generalmente le calcolatrici visualizzano fino ad un massimo di 12 cifre, con alcune eccezioni che arrivano fino a 14 cifre visualizzabili.

Se scegli il display inclinabile potrai stabilire l’inclinazione migliore che ti permette di visualizzare il display in maniera ottimale.

Le funzioni della calcolatrice

Una calcolatrice può eseguire operazioni matematiche e funzioni complesse. Generalmente le funzioni eseguibili da una calcolatrice sono funzioni geometriche, funzioni di trigonometria (seno, coseno, tangente), funzioni di matematica finanziaria e calcoli iperbolici (radici, logaritmi). Un'altra funzione particolarmente diffusa nelle calcolatrici è il convertitore di valuta.

Calcolo IVA

Questa funzione permette di calcolare l’IVA in maniera molto semplice e veloce impostando liberamente l’aliquota fissa. Alcune calcolatrici permettono anche il doppio calcolo dell’IVA, gestendo due aliquote diverse.

Check & Correct

Questa funzione permette di “scorrere” tra le ultime 99 digitazioni ed eventualmente corregere quelle errate.

Cost-Sell-Margin

Questa funzione permette di inserire due dati scegliendo tra il costo, il margine e il prezzo di vendita e ottenere automaticamente il terzo valore.

Nell’ordine COST equivale al costo, SELL (o SEL =) equivale al prezzo di vendita e MARGIN (o MAR %) corrisponde al margine.

Conversione valute

La funzione di conversione di valuta permette di convertire in modo facile e veloce la valuta impostando liberamente il tasso di cambio.

Mark-Up

Questa funzione permette di calcolare il mark-up, ovvero il ricarico da applicare alle spese sostenute per la produzione di un bene o di un servizio al fine di creare un profitto.

Le calcolatrici grafiche hanno alcune funzioni aggiuntive, per esempio permettono la rappresentazione grafica su diagramma cartesiano di una funzione sul display lcd. Le calcolatrici programmabili, invece, consentono di costruire una procedura di operazioni, memorizzarla ed eseguirla digitando una particolare sequenza di tasti.

Attenzione: quando compri una calcolatrice puoi decidere di acquistare anche eventuali prodotti che completino l’acquisto. L’accessorio più “comune” per far funzionare una calcolatrice sono le batterie stilo, adatte ad alimentare calcolatrici tascabili, da tavolo, scientifiche e scriventi.

Gli alimentatori elettrici sono invece accessori pensati appositamente per le calcolatrici scriventi, a cui bisogna unire i rotolini di carta per calcolatrice ed eventuale tamponcino.

F.A.Q.

Come funziona una calcolatrice solare?

Nel catalogo di Calcolatrici offerto da Nenciarini abbiamo moltissime calcolatrici (di varie tipologie) che supportano la carica tramite energia solare come opzione. Queste calcolatrici, generalmente da tavolo, tascabili o scientifiche, si caricano attraverso la luce del sole o una fonte di luce generica grazie alle fotocellule poste sulla superficie della calcolatrice. Le calcolatrici ad energia solare possono essere considerate amiche dell'ambiente dato che l'energia solare è una fonte rinnovabile e non causa sprechi.

Come funziona una calcolatrice scrivente?

Esistono due differenti tecnologie che permettono alle calcolatrici di stampare i calcoli: a stampa termica o ad impatto.

Le calcolatrici a stampa termica sono silenziose, molto veloci nella stampa e perfette per un lavoro che preveda una grande quantità di calcoli. Questo tipo di calcolatrici utilizza degli speciali rotoli di carta termica ed è ideale per eliminare l'acquisto di cartucce di inchiostro. Un esempio di calcolatrice a stampa termica è la Calcolatrice scrivente Logos 814T Olivetti. Le calcolatrici ad impatto sono molto semplici da usare e veloci nella stampa, permettono inoltre una stampa di alta qualità del vostro lavoro. Queste calcolatrici utilizzano una cartuccia a getto di inchiostro e un rotolo di carta da stampare, la manutenzione di questo prodotto è facile e molto semplice. Un esempio di calcolatrice ad impatto è la Calcolatrice scrivente HR-150TEC Casio.

Quale calcolatrice è meglio acquistare per la scuola?

Le calcolatrici più richieste nelle scuole sono le calcolatrici tascabili o scientifiche: per la scuola elementare e la scuola media è sufficiente avere una calcolatrice tascabile mentre per il liceo e l'università si consiglia l'acquisto di una calcolatrice scientifica.

Consulta il nostro catalogo di calcolatrici tascabili e di calcolatrici scientifiche.

Quanto dura la garanzia di una calcolatrice?

Tutte le calcolatrici che abbiamo a catalogo sono fornite di una garanzia del produttore la cui durata varia a seconda del modello e della casa produttrice. Solitamente la garanzia sulle calcolatrici è valida per un anno ma alcuni produttori la estendono a due anni su determinati modelli.

Curiosità

Da quanto esistono le calcolatrici in Italia?

La prima calcolatrice tascabile fu costruita nel 1972 dalla ditta Hewlett-Packard ed fu chiamata HP-35, questo modello era in grado di calcolare logaritmi e valori di funzioni trigonometriche.

In Italia la prima calcolatrice di successo fu la SR-50A prodotta dalla Texas Instruments; questa calcolatrice però aveva un costo davvero spropositato perché potesse diventare un oggetto di uso comune, nel 1976 una calcolatrice infatti costava circa 69.000₤ ed erano veramente pochissime le persone che si potevano permettere un acquisto tanto importante. Il costo elevato e, forse, la non comprensione delle potenzialità dello strumento rallentarono di molto la diffusione delle calcolatrici in Italia, almeno fino agli anni ’80. Fu infatti in quegli anni che una nota casa di detersivi per lavatrice inserì come omaggio nei fustini una piccola calcolatrice tascabile e sdoganò il prodotto nelle case degli italiani.

Cos’è il calculator spelling?

Il calculator spelling non ha nulla a che vedere con calcoli matematici o scientifici, ma anzi ha come “scopo” la creazione di parole. Possiamo definire il calculator spelling come una tecnica di creare/scrivere delle parole digitando numeri sul display della calcolatrice. Come leggerli? Beh, ma è semplice: girando il display della calcolatrice sottosopra! Qualche esempio:

- bello (0,7738)

- sole (3705)

- hello (0,7734)

- sei bello (0,7738135)

- legge (39937)

Calcolatrici in mostra!

Le calcolatrici sono da considerarsi uno dei primi “aiuti tecnologici” creati per facilitare il lavoro ed è per questo che c’è qualcuno che ha addirittura pensato di raccoglierne in vari esemplari in un museo. La Fondazione Galileo Galilei, a Pisa, ha infatti istituito il Museo degli Strumenti per il Calcolo dove è possibile trovare ogni tipo di calcolatrice o grande calcolatore del passato.

Scrittura e correzione

In ufficio i prodotti per la scrittura e la correzione sono articoli di cancelleria che vengono utilizzati molto frequentemente e che, per questo motivo, è necessario tavolta comprare in grandi quantità. Nenciarini offre ai propri clienti un’ampissima gamma di prodotti di cancelleria per la scrittura e la correzione a prezzi scontatissimi: avrai l’imbarazzo della scelta tra colorie e diverse tipologie di  penne a sfera, matite, matite a mina, penne gel, penne roller, matite colorate,correttori liquidi e a nastro, evidenziatori, marcatori e marcatori permanenti.

I tipi di matite

La matita è lo strumento di scrittura più antico in assoluto, fin dall'epoca dei latini si utilizzavano strumenti molto simili alla moderna matita (bastoncini di carbone o di ematite) ed è proprio dal latino che deriva il nome che oggi usiamo comunemente per definirla (lapis haematitas significa infatti pietra di ematite). La matita come la conosciamo ora ha però preso la sua forma soltanto nella seconda metà del XVI secolo, dopo la scoperta di ricche miniere di grafite nel Cumberland, in Inghilterra.

La mina delle matite è solitamente composta prevalentemente di grafite e il tratto appare grigio scuro. Per scegliere correttamente la matita più adatta alle tue esigenze è necessario valutare la durezza della mina. La mina delle matite è un composto costituito da grafite e creta che a seconda delle percentuali ne determina la durezza, esistono diversi tipi di mina (morbida e dura) da cui dipendono l'intensità del colore e la precisione del tratto. Le matite si distinguono in 19 livelli di durezza; di seguito è riportato un quadro completo delle tipologie di mine per poter scegliere le più adatte al lavoro che hai intenzione di svolgere:

  • mine dure, in ordine crescente: F, H, 2H, 3H, 4H, 5H, 6H, 7H, 8H, 9H
  • mina media: HB
  • mine morbide, in ordine crescente: B, 2B, 3B, 4B, 5B, 6B, EB, EE.

Le matite con la mina più morbida permettono di ottenere un nero intenso (spesso sono indispensabili nei disegni artistici), mentre quelle con la mina più dura vengono prevalentemente utilizzate nel disegno tecnico.Un particolare tipo di matita da disegno artistico è chiamata carboncino ed è caratterizzata dal tratto molto morbido, il quale consente una grande possibilità di gradazione del colore.

Oltre alla matita classica in legno esiste un tipo particolare di matita chiamato portamine, costituito generalmente da una struttura in plastica che contiene un piccolo serbatoio nel quale vengono inserite una serie di sottili mine di grafite. Premendo il pulsante all'estremità del portamine, viene fatta fuoriuscire una mina. L'utilizzo del portamine elimina quello del temperino poichè le piccole mine in grafite vengono sostituite e ricaricate.

I tipi di penne

Le penne sono uno strumento di scrittura immancabile e imprescindibile sulla scrivania di un ufficio, di casa o anche su un banco di scuola.

I tipi di penna sono molti, ecco i principali:

Penne a sfera: sono le penne più classiche e conosciute, oltre ad essere le più anziane. Le penne a sfera sono disponibili sia con tappo sia a scatto. La penna a sfera più conosciuta è sicuramente la penna Bic.

Penne gel e stilo: le penne gel sono le penne che garantiscono un tratto di scrittura preciso e un colore brillante, l'inchiostro gel permette una scrittura morbida e resistente nel tempo. Le penne stilografiche, spesso chiamate semplicemente con il nome abbreviato penna stilo, invece sono penne che attingono l'inchiostro per scrivere da particolari cartucce da posizionare al loro interno e che, una volta terminate, possono essere facilmente sostituite.

Penne roller: l'inchiostro a base d'acqua assicura alle penne roller un flusso di scrittura regolare e costante fino al completo esaurimento della penna. Nelle penne roller con la punta a cono, la sfera è contenuta in un cono che le offre grande protezione mentre nei roller con la punta ad ago, la sfera è contenuta in un cilindro ed è bloccata da aghi che ne riducono l'attrito.

Oltre a queste tipologie di penna che sono in assoluto le più conosciute e diffuse, esistono anche le cosiddette "penne di prestigio", ovvero delle penne solitamente a sfera o stilografiche molto belle e curate dal punto di vista estetico. Le penne di prestigio sono sono un prodotto ideale per essere regalato o utilizzato in occasioni speciali. Le penne di prestigio, per la maggior parte dei casi, sono riutilizzabili una volta terminate: acquistando un refill adatto al modello di penna che si possiede è possibile garantirle una lunga vita.

Curiosità

Quando è nata la penna sfera? I primi progetti in cui si può riconoscere un prototipo della moderna penna a sfera possono essere attribuiti al genio di Leonardo da Vinci che aveva pensato ad un piccolo tubo d'ottone che si restringeva alla fine come a formare una punta, con delle scanalature all'interno che permettevano il passaggio dell'inchiostro alla sfera posizionata sulla punta, a chiudere il tubicino d'ottone. La penna a sfera vera e propria, però, venne ideata dal giornalista ungherese Bíró nel 1938, secondo la tradizione (o forse leggenda) sembra che Bìrò ebbe l'intuizione della penna a sfera osservando una palla che rotolava in una pozzanghera e lasciava poi una striscia bagnata sull'asfalto. Bíró pensò che questo principio potesse valere anche per l'inchiostro e così fu, ma solo dopo che il barone francese Bic compro i diritti da Bìrò la penna a sfera venne commercializzata seriamente.

Penna o biro? Le penne possono essere chiamate sia penne che biro ed entrambi i termini sono corretti, semplicemente hanno origini differenti. La penna prende il nome dalla penna d'oca che veniva utilizzata moltissimo tempo fa, e che bagnata in un calamaio contenente inchiostro costituisce uno dei primi mezzi di scrittura; la biro, invece, prende il nome dall'inventore a cui si attribuisce di aver avuto la prima idea per progettare questo strumento di scrittura e pare che il primo a chiamarla così fu Italo Calvino.

I tipi di gomma

Le gomme sono tra quegli accessori per la correzione che puntualmente spariscono dalle scrivanie, come inghiottite da cassettiere e portapenne.

Ma quanti tipi di gomme esistono?

Le gomme sono molte: ognuna permette di cancellare diverse tipologie di inchiostro e matita.

  • La gomma bianca è la più classica, quella che tutti conosciamo, che riesce a cancellare in maniera impeccabile ogni tipo di segno di matita, anche quelli più marcati.
  • La gomma pane è uno speciale tipo di gomma, solitamente bianca o grigia, la cui particolarità riguarda il modo in cui funziona, la gomma pane infatti funziona assorbendo e sollevando le particelle di grafite e carboncino dal foglio . La gomma pane non si consuma e non perde "pezzi" come le altre gomme per cancellare, queste dure caratteristiche le permettono di durare di più rispetto alle gomme classiche. Dicendo solo questo sembra che la gomma pane sia la soluzione ideale, cancella bene e dura a lungo ma bisogna considerare anche i lati negativi di questo tipo di gomma: la gomma pane infatti è perfetta per ottenere cancellature di precisione, chiaroscuri o lavori di dettaglio ma totalmente inadatte a cancellare completamente grandi aree e possono macchiare o appiccicarsi se troppo calde.
  • La gomma per matita è una gomma a mescola morbida, adatta a cancellare i tratti di matita in grafite e di matita colorata su carta e carta trasparente. La gomma per matita non contiene abrasivi e quindi non danneggia la superficie del supporto consentendo cancellature nitide e senza sbavature. Le gomme per matita presenti nel catalogo Nenciarini sono classificabili a seconda della forma e delle caratteristiche, ad esempio ci sono gomme salvapunta utilizzabili per cancellare, proteggere la punta delle matite e allungarle nel momento in cui queste si accorciano troppo temperandole e gomme con custodia per proteggerle dallo sporco.
  • La gomma per matita e china è una gomma "speciale" poichè è costituita da due parti differenti, la parte gialla cancella l’inchiostro di china mentre la parte bianca cancella la matita. La speciale formulazione utilizzata per fabbricare questa gomma non danneggia il foglio e cancella perfettamente i segni di china e matita.
  • La gomma per matita e penna è anch'essa una gomma "speciale" costituita solitamente da due parti differenti, una rossa per cancellare la matita e una blu per cancellare l'inchiostro, o da una sola parte a mescola dura, e quindi opiù abrasiva, che permette di cancellare più energicamente sia la matita che l'inchiostro. Nel catalogo Nenciarini sono presenti gomme per matita e penna Faber Castell e Pelikan.

La gomma rotonda per dattiloscritti ha una forma rotonda, oppure ottagonale, ed è una gomma estremamente abrasiva ideata per cancellare i testi dattiloscitti o battuti a macchina.

Cartelle e cartelline

Esistono svariati tipi di cartelle e cartelline, scopriamoli:

Cartelle con elastico: sono ideali per l’archiviazione di documenti e per preservare l’integrità della carta al loro interno. Resistenti e molto capienti sono perfette sia in ufficio che a scuola. Questo genere di cartelle è dotato di chiusura con elastico e la peculiarità è la loro grande capacità; inoltre sono appositamente create per proteggere i documenti e, dato che sono costruite in materiale rigido, difficilmente è possibile incrinarle o piegarle.

Cartelle in plastica: sono ideali per l'archiviazione e la fascicolazione di documenti. Perfette per la protezione di documenti e la creazione di presentazioni di report durante meeting aziendali.

Cartelle speciali: sono cartelle in plastica o in cartone strutturate in modo un po' particolare. A differenza delle normali cartelle portadocumenti hanno una struttura un po' diversa; seppur anch’esse pensate per l'archiviazione e la protezione di documenti hanno la particolarità di essere estensibili e personalizzabili.

Cartelline in cartoncino: sono un prodotto per l'archiviazione molto semplice, disponibile in varie tipologie e colori. Scegli quella che meglio si abbina con il tuo ufficio e la più adatta per i tuoi documenti.

Portadocumenti a soffietto: sono conosciuti più comunemente con il nome di scadenziari e sono molto utili per l'archiviazione di documenti poichè permettono di inserire in un unico contenitore moltissimi documenti in scomparti separati onde evitare di fare confusione. Possono essere di tre tipi: con ordine alfabetico, numerico o personalizzabili.

I tipi di cartelle sospese

Le cartelle sospese sono uno strumento irrinunciabile per archiviare grandi quantità di documenti in modo ordinato e preciso. Esistono due tipologie di cartelle sospese che si caratterizzano in base al supporto che le ospiterà:

  • cartelle sospese per armadio, e quindi a lettura verticale
  • cartelle sospese per cassetto, e quindi a lettura orizzontale.

Come scegliere le cartelle sospese per il tuo ufficio?

Dopo aver valutato dove dovrai collocare le cartelle sospese di cui hai bisogno è necessario considerare due elementi fondamentali: l’interasse e il tipo di fondo della cartella.

L'interasse è la larghezza della cartella sospesa, cioè la misura che va da metà gancio a metà dell'altro gancio. Per determinare quale interasse occorre, bisogna misurare la distanza tra le guide del classificatore in cui vanno inserite.

L'interasse delle cartelle sospese da armadio è unico e misura 33cm. L'interasse delle cartelle sospese da cassetto, invece, può variare tra 33 cm, 39 cm e 39,8 cm (formato Olivetti).

Esistono classificatori i cui cassetti possono contenere cartelle sospese sia di interasse 33 che 39, regolando le guide in dotazione o tramite un adattatore.

Il fondo della cartella sospesa può essere a V o a U. Il fondo a V è ideale per la classificazione di documenti. Il fondo a U è rinforzato sul fondo con del cartoncino e consente di archiviare e classificare materiale di  grande spessore come cataloghi, listini, ecc.

Detergenza e pulizia

Un ambiente pulito e profumato impedisce la diffusione di agenti batteriti e migliora la qualità della vita in ufficio.

Per scegliere il prodotto migliore per la pulizia del tuo ufficio devi considerare quale stanza andrà pulita e di quale materiale è fatta la superficie da pulire.

Nel nostro catalogo puoi consultare prodotti per ognuno di questi tipi di superficie:

  • legno / parquet
  • linoleum
  • vetri e cristalli
  • bagno
  • cucina

Come combattere le macchie da ufficio

- MACCHIE DI COLLA

Se per sbaglio hai macchiato di colla un capo in lino, cotone o lana, elimina l’eccesso di colla raschiandola con un oggetto dalla punta arrotondata (un cucchiaino da caffè, per esempio) e tampona con una soluzione di acqua e ammoniaca (5ml di ammoniaca diluiti in 500ml di acqua). Se il capo macchiato è di pelle, invece, la soluzione da utilizzare sarà di acqua e benzina (5ml di benzina in 500ml di acqua).

Se la macchia è invece di colla attaccatutto è possibile eliminarla utilizzando il  comune acetone.

- MACCHIE DI COLLA VINILICA

Tra le tante colle che sono presenti in un ufficio esiste anche la colla vinilica con cui spesso ci si macchia; molti pensano che eliminare le macchie di colla vinilica sia un’impresa complicata e faticosa ma in realtà eliminare questo tipo di macchia è molto più facile del previsto.

Per eliminare una macchia di colla vinilica infatti basta bagnare il tessuto semplicemente con un po' di acqua tiepida e strofinare leggermente. Nel caso in cui la macchia persista tamponare leggermente con acqua e ammoniaca. In seguito è consigliato applicare un po’ di sapone liquido e mettere in lavatrice per eliminare completamente la macchia.

- MACCHIE DI CORRETTORE (o BIANCHETTO)

Le macchie di bianchetto (o di correttore, che dir si voglia) sembrano essere tra le più pericolose “macchie da ufficio” dato che in pochi conoscono un metodo veramente infallibile ed efficace per eliminarle. Nenciarini ha un consiglio per tutti coloro che cercano di rimuovere una macchia di correttore da un vestito; questo metodo sembra essere tra i più accreditati.

Lasciare asciugare la macchia di bianchetto sul tessuto, in seguito grattarla via utilizzando uno spazzolino o un cucchiaino da tè o da caffè che abbia una punta arrotondata. Se è necessario ammorbidire la macchia, è possibile farlo utilizzando un po’ d’olio. A questo punto risvoltare il capo, appoggiare la macchia su un tessuto neutro (un panno da buttare, ad esempio) e usando uno smacchiatore adatto al tipo di tessuto tamponare la macchia dall’esterno verso l’interno per far assorbire al panno sottostante la macchia senza causare sbavature. Una volta fatto questo, applicare un po’ di sapone neutro sull’alone della macchia rimasto sul capo e mettere in lavatrice.

- MACCHIE DI EVIDENZIATORE

Per eliminare una macchia di evidenziatore dai vestiti, o in generale dai tessuti, è bene passare un po’ di sapone di marsiglia liquido sul tessuto ancora asciutto. Fatto questo, bisogna lasciar passare parecchio tempo per dare il tempo al detersivo di agire; dopo aver aspettato un bel po’ di tempo sciacquare la macchia strofinando un po' il tessuto, la macchia dovrebbe iniziare a sparire. Per concludere l’opera, mettere il capo incriminato in lavatrice et voilà.

- MACCHIE DI GRASSO

In ufficio capita di aggiustare qualcosa e di sporcarsi le mani (e di conseguenza gli abiti) di grasso nero.

Per eliminare le macchie di grasso esistono due metodi differenti, per scegliere il più adatto serve valutare quanto tempo è passato tra il macchiarsi e il momento in cui decidiamo di rimuovere la macchia. Se si tratta di macchie di grasso fresche per eliminarle occorre ricoprirle immediatamente di borotalco e poi lasciarle asciugare per qualche ora, fatto questo prendere una spazzola per tessuti e spazzolare energicamente. Se invece le macchie di unto fossero già da tempo sul tuo tessuto, e quindi risultino “secche”, il metodo da adottare è diverso: prima di rimuovere la macchia è necessario ammorbidirla per cui occorre coprirle con un po’ di glicerina, dopodiché con del talco e passata qualche ora spazzolare per concludere. Nel caso la macchia di grasso sia su un tessuto delicato basta mettere il tessuto tra due fogli di carta assorbente imbevuti di trielina e aspettare circa una decina di minuti, il grasso si scioglierà e per concludere l’opera basterà mettere il capo in lavatrice.

- MACCHIE DI PENNA (o BIRO)

Le macchie di penna biro sono molto frequenti e per eliminarle esistono varie tecniche. Per rimuovere le macchie di penna a sfera dal tessuto è necessario tamponare delicatamente con uno straccio imbevuto di alcool, trielina o succo di limone dopo aver posto il tessuto su una carta assorbente. Sui capi di lana, invece, è meglio tamponare con acqua di Colonia oppure con poca benzina. Dopo questo trattamento basterà un lavaggio in lavatrice a 90 gradi per far sparire completamente la macchia.

- MACCHIE DI PENNARELLO

Per eliminare le macchie di pennarello bisogna considerare dov’è la macchia e quindi il tipo di tessuto che dobbiamo andare a pulire.

Nel caso in cui la macchia sia su un capo d’abbigliamento bisogna considerare se questo è di cotone o di un tessuto da considerarsi “delicato”. Se il capo è di cotone, è necessario tamponare la macchia di pennarello con dell’alcol denaturato (in sostituzione si può usare del succo di limone) e poi lavare con sapone liquido per tessuti; se il tessuto da lavare è delicato, invece, è buona norma passare sapone e glicerina sulla macchia e solo in seguito tamponarla con alcol denaturato. Un altro metodo per eliminare le macchie di pennarello dai vestiti è quello di sciogliere un po' di farina di fecola in acqua fredda, tamponare la macchia, lasciare asciugare e poi spazzolare bene.

Infine, nel caso in cui la macchia di pennarello sia sulla moquette o su un tappeto, per rimuoverla è necessario asciugarla con uno straccetto di cotone e poi tamponare con alcol. Non dimentichiamoci di tamponare sempre dall’esterno verso l’interno in modo da non espandere la macchia e da non creare baffi sul tessuto.

Oltre alle classiche macchie causate da prodotti di cancelleria per ufficio, come macchie di inchiostro (penne, pennarelli) e macchie di colla, ci sono due tipologie di macchia che possono rovinarci la giornata in ufficio e sono le macchie di caffè e le macchie di chewing-gum. Ecco come rimuoverle.

- MACCHIE DI CAFFÈ

Durante il lavoro, spesso ci si concede un piccolo break che per quasi tutti i dipendenti e gli impiegati d’ufficio coincide con la “pausa caffè”.

Capita, però, che questa piccola pausa si trasformi in una vera tragedia, soprattutto nel caso in cui sulla camicia bianca o sulla cravatta compaia una spiacevole macchia di caffè. Come eliminarla?

Innanzitutto consideriamo la macchia: è fresca oppure ormai il caffè si è asciugato? Nel primo caso, quindi se il caffè è appena stato rovesciato, è necessario mettere il capo in una bacinella vuota e versare dall’alto dell’acqua molto calda direttamente sulla macchia oppure (metodo di più semplice applicazione) tamponare con acqua tiepida la macchia, aggiungendo qualche goccia di acqua ossigenata. Se invece la macchia è ormai asciutta sul tessuto è necessario tamponare con uno straccio imbevuto di alcol e aceto mescolati in parti uguali. In entrambi i casi, dopo il trattamento d’urto, una volta a casa, è bene mettere un po’ di sapone neutro sulla macchia, strofinare e poi mettere in lavatrice.

Nel caso in cui la macchia non sia su un capo di abbigliamento, invece, ma il caffè si finito su un tappeto o sulla moquette è necessario tamponare subito la macchia per assorbirla e in seguito fare spugnature con acqua calda fino a che la macchia non scompare, nel caso ci si può aiutare con poco sapone liquido e poi risciacquare e  asciugare quindi con carta assorbente.

- MACCHIE DI GOMMA DA MASTICARE (o CHEWING-GUM)

Le macchie di gomma da masticare sono tra le più antipatiche da eliminare dai tessuti, per rimuoverle completamente bisogna seguire un procedimento lungo e noioso ma efficace. Per eliminare definitivamente una macchia di chewing-gum bisogna prima strofinarla con del ghiaccio oppure mettere il capo d’abbigliamento macchiato in freezer, in modo da far indurire la gomma da masticare e rendere più semplice l’operazione. Una volta che la gomma si sarà indurita, servendosi di un coltello non appuntito, grattare delicatamente la macchia via dal tessuto. Per completare l’opera, infine, tamponare la macchina con dell’alcol e mettere in lavatrice.

Per concludere questa guida, è necessario spiegare come rimuovere un ultimo tipo di “macchia da ufficio”. Parliamo di quella macchia che ci si ritrova improvvisamente sul pantalone o sulla cravatta e di cui non si riesce a capire la provenienza: la macchia sconosciuta.

- MACCHIE SCONOSCIUTE

Talvolta capita di scoprire sul tessuto del nostro vestito preferito una macchia sospetta di cui non si conosce l’origine, come fare per rimuoverla? Bisogna avere pazienza e procedere per tentativi, in base al tipo di tessuto. Facendo molta attenzione, provate diversi tipi di solvente in una parte non visibile dell’abito (come l’orlo o l’interno delle tasche) per controllare che non rovini il tessuto e non lo scolorisca, solo in seguito provate a  rimuovere la macchia utilizzando il solvente che ha “superato il test”.

* NOTA DA RICORDARE: noi del team di Nenciarini non siamo dei provetti lavanderini, ma abbiamo pensato che questa piccola guida sarebbe potuta tornare utile a molti di voi. Se la macchia non viene via, dunque, non è colpa nostra: noi ci abbiamo provato, ora la palla passa ad una lavanderia vera e propria!

Antinfortunistica e Pronto Soccorso

Le aziende devono garantire a tutti i loro dipendenti la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro ed è per questo che lo stato italiano ha approvato svariate normative aventi lo scopo di regolare questo argomento. I principali decreti, per quanto riguarda la sicurezza e l’antinfortunistica, sono:

  • il decreto legislativo n° 626 del 1994, conosciuto come “legge 626
  • il decreto legislativo n° 81 del 2008, conosciuto come “T.U.S.L.” ovvero Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (scarica allegato: DL81_9-4-2008)

Parlando di “legge 626” si intende il decreto legislativo che raccoglie le direttive comunitarie in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro ed è la legge cardine sulla quale si basa la disciplina della medicina del lavoro. È una legge molto importante perché rende ufficiali anche in Italia le direttive della Comunità Europea in tema di sicurezza dei luoghi di lavoro. Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro è invece il decreto legislativo che ha riformato, unito e armonizzato tutte le disposizioni dettate dalle numerose leggi e norme riguardanti la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro approvate negli anni precedenti (include anche la legge 626) e che fossero adattate ai nuovi metodi di gestione, organizzazione e svolgimento del lavoro. Attualmente, quindi, in ambito di sicurezza e salute sul posto di lavoro si fa riferimento al T.U.S.L.

Di seguito troverete un brave riassunto di due sezioni del T.U.S.L., entrambe riguardanti la sicurezza sul lavoro. La prima sezione sarà dedicata ai Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.), necessari in luoghi di lavoro come i cantieri ad esempio, mentre nella seconda verranno spiegate le norme necessarie per la messa in sicurezza di postazioni videoterminali e quindi che riguardano luoghi di lavoro come come uffici e aziende.

Dispositivi di protezione individuale

La prima domanda quando si legge l’acronimo D.P.I. riguarda cosa si intende per Dispositivo di Protezione Individuale. Secondo il T.U.S.L., si intende per dispositivo di protezione individuale “qualsiasi attrezzatura destinate ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.

I D.P.I. devono essere conformi alle norme di cui nel decreto legislativo del 4 dicembre 1992, n° 475, e sue successive modificazioni. I D.P.I. devono inoltre:

essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore,

essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro,

tenere conto delle esigente ergonomiche o di salute del lavoratore,

poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di mantenere i D.P.I. sempre in perfetta efficienza e di assicurarne le condizioni di igiene, si deve occupare di manutenzione ed eventuale sostituzione dei DPI se questi risultano usurati o non conformi alle norme di legge. Oltre a questo, il datore di lavoro deve spiegare in modo chiaro ed esaustivo ai lavoratori come utilizzare i DPI e da quali proteggono. I lavoratori, di rimando, devono provvedere alla cura dei D.P.I. messi a loro disposizione e non devono assolutamente apportarvi modifiche di loro iniziativa, inoltre devono segnalare al datore di lavoro ogni difetto o inconveniente rilevato sul D.P.I. per permetterne la riparazione o sostituzione.

Sono considerati Dispositivi di Protezione Individuale i seguenti articoli:

SCARPE e SCARPONCINI PROTETTIVI AD ALTA SICUREZZA

Per chi lavora al pc?

Nel Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro è stato inserito un capitolo dedicato ai lavoratori che utilizzano i videoterminali durante l’orario di lavoro come strumento principale. Con il termine videoterminale, si intende: “uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato”. Nello specifico caso di un posto di lavoro con videoterminale si intende l’insieme che comprende videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l'interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l'unità dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché I‘ambiente di lavoro immediatamente circostante.

I lavoratori a videoterminale sono dunque tutti coloro che utilizzano un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali (dedotte le interruzioni di cui all’art.175) e quindi la maggior parte dei dipendenti di uffici e aziende. I diritti e i doveri di datore di lavoro e dipendenti, a questo punto, possono risultare molto interessanti da riassumere.

Obblighi per il datore di lavoro

Ovviamente il T.U.S.L. prevede che il datore di lavoro analizzi i posti di lavoro prestando particolare attenzione ai rischi per la vista e per gli occhi, ai problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico o mentale e infine alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale. 

Alcuni dei prodotti che possono aiutare per rendere l’ambiente lavorativo a norma di legge, dunque, potrebbero essere i seguenti:

  • SEDIA ERGONOMICA
  • POGGIA POLSI
  • POGGIAPIEDI
  • SUPPORTI ERGONOMICI.

E per quanto riguarda il lavoratore, invece?

Com’è giusto che sia, anche il lavoratore ha degli obblighi nei confronti dell’attrezzatura che gli viene messa a disposizione: deve infatti provvedere alla cura della stessa e comunicare eventuali malfunzionamenti o problemi al datore di lavoro per permetterne la sostituzione o la manutenzione. Il lavoratore a videoterminale può vantare il seguente diritto: ha infatti diritto ad un’interruzione della sua attività lavorativa mediante pause o cambiamento di attività Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione del lavoro, il lavoratore ha comunque diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.

Diritti e doveri del lavoratore

Il lavoratore è il fulcro attorno a cui tutto ruota, infatti il fine ultimo delle norme è quello di tutelare la sua salute e la sua sicurezza sul luogo di lavoro. Un importante aspetto introdotto dalla 626, e rimasto poi nelle leggi successive, è quello di non considerare il lavoratore in modo passivo, ma di investirlo direttamente di alcuni doveri e responsabilità nel quadro della sicurezza dei luoghi di lavoro.

E' UN DIRITTO del lavoratore:

  • verificare l'effettiva applicazione delle misure di prevenzione a tutela della salute, tramite il proprio rappresentante per la sicurezza;
  • prendere iniziative per evitare un pericolo grave ed immediato, fino all'abbandono del posto di lavoro;
  • ricevere adeguata formazione;
  • ottenere adeguate informazioni sul significato e i risultati degli accertamenti sanitari. Tutte le attività di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria sono a totale carico del datore di lavoro e devono essere svolte durante l'orario di lavoro.

E' UN DOVERE del lavoratore:

  • utilizzare correttamente, secondo le informazioni e la formazione ricevute, le macchine, le attrezzature e i materiali messi a disposizione.
  • servirsi correttamente dei mezzi di protezione individuale.
  • non manomettere i dispositivi di sicurezza montati sulle macchine e sugli impianti.
  • segnalare immediatamente al datore di lavoro o ai responsabili ogni situazione che presenti un pericolo grave per la sicurezza e la salute, nonché qualsiasi anomalia dei sistemi di protezione.

collaborare con il datore di lavoro e i servizi preposti per offrire un ambiente e condizioni di lavoro senza pericoli né rischi per la sicurezza e la salute.

I decreti sulle norme di pronto soccorso

In ogni azienda, e in ogni ufficio appartenente ad essa, per legge ci deve essere un kit di pronto soccorso (o un pacchetto di medicazione) per garantire a tutti i dipendenti di affrontare eventuali emergenze di primo soccorso. Due sono le normative principali che regolano la sicurezza e la salute sul posto di lavoro:

  • il Decreto Ministeriale n. 388 del 15 luglio 2003 (scarica allegato: DM388_15-07-2003)
  • il Decreto Legge n. 81 del 9 aprile 2008 (scarica allegato: DL81_09-04-2008)

Per la normativa che regola la presenza di un kit di Pronto Soccorso dobbiamo fare riferimento al primo allegato che trovate in questa guida e quindi al Decreto Ministeriale n. 388 del 15 luglio 2003; in questo DM dove trovano spazio le direttive ministeriali riguardanti la presenza del kit di Pronto Soccorso e vengono specificate le tipologie di kit necessarie a seconda del tipo di azienda, con il relativo contenuto previsto dalla legge. Di seguito potrete trovare un breve riassunto della normativa per aiutarvi a scegliere i prodotti più giusti per attrezzare il vostro ufficio con un kit di pronto soccorso ad hoc.

Che azienda sei?

Individuate la tipologia della vostra azienda tra quelle indicate dal Decreto Ministeriale n. 388/03. Le aziende si dividono nei seguenti tipi:

GRUPPO A:

  • I) aziende o unità produttive con attività industriali, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all'articolo 2, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, aziende estrattive ed altre attività minerarie definite dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624, lavori in sotterraneo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni;
  • II) aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno. Le predette statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale;
  • III) aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell'agricoltura.

GRUPPO B: aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

GRUPPO C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

  • Una volta individuata la tipologia di azienda è necessario capire qual è il Kit di Pronto Soccorso migliore per le nostre esigenze: il kit deve adattarsi al numero di dipendenti e alla tipologia di azienda. Per quanto riguarda le aziende di tipo A e di tipo B sarà dunque necessario avere un Kit di Pronto Soccorso mentre per le aziende di tipo C (aziende e uffici con meno di 3 dipendenti) è sufficiente avere un Pacchetto di Medicazione.

Azienda di tipo A e B: cosa acquistare?

Se la vostra azienda fa parte della categoria A o B stabilita dal Decreto Ministeriale n. 388/03, per il vostro ufficio sarà necessario acquistare una Cassetta di Pronto Soccorso facendo attenzione al fatto che una singola cassetta supporta la “cura” di un numero determinato di persone quindi servono tante cassette quante sono necessarie a garantire soccorso e cure a tutte le persone che sono presenti in ufficio. Il contenuto minimo di ogni singola Cassetta di Pronto Soccorso dovrà essere questo:

  • Guanti sterili monouso (5 paia)
  • Mascherina con visiera paraschizzi (x 1)
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 lt. (x 1)
  • Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro -0,9%) da 500 ml. (x 3)
  • Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole. (x 10)
  • Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole. (x 2)
  • Teli sterili monouso. (x 2)
  • Pinzette da medicazione sterili monouso. (x 2)
  • Confezione di rete elastica di misura media. (x 1)
  • Confezione di cotone idrofilo. (x 1)
  • Confezione di cerotti di varie misure pronti all’uso. (x 2)
  • Rotoli di cerotto alti 2,5 cm. (x 2)
  • Un paio di forbici.
  • Laccio emostatico. (x 3)
  • Ghiaccio pronto all’uso. (x 2 confezioni)
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari. (x 2)
  • Termometro.
  • Apparecchio per la misura della pressione arteriosa.

Oltre alla cassetta di Pronto Soccorso è sempre necessario (e utile) avere un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale, come un telefono cellulare o fisso.

Azienda di tipo C: cosa acquistare?

Se la vostra azienda fa parte della categoria C, invece, secondo il Decreto Ministeriale n. 388/03 nel vostro ufficio basterà avere a disposizione un Pacchetto di Medicazione contenente:

  • Guanti sterili monouso (2 paia).
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml .
  • Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml.
  • Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole .
  • Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole .
  • Pinzette da medicazione sterili monouso.
  • Confezione di cotone idrofilo.
  • Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso.
  • Rotolo di cerotto alto cm 2,5.
  • Rotolo di benda orlata alta 10 cm.
  • Un paio di forbici.
  • Un laccio emostatico.
  • Confezione di ghiaccio pronto uso.
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari.
  • Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza.

Oltre al Pacchetto di Medicazione, anche in questo caso, è sempre necessario (e utile) avere un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale, come un telefono cellulare o fisso.

Ok, ho tutto il necessario... E adesso?

Dopo aver acquistato una cassetta di pronto soccorso o un pacchetto di medicazione bisogna seguire alcune regole per il corretto posizionamento e la manutenzione e gestione del materiale in essa contenuto. Per quel che riguarda il dove conservare il materiale per il pronto soccorso è bene tenere presente queste due disposizioni:

  • il materiale di pronto soccorso deve essere mantenuto in buono stato di pulizia, ripristinato dopo ogni utilizzo, conservato in una cassetta lavabile contrassegnata con una croce (rossa o verde), facilmente visibile e accessibile a chiunque
  • il numero di cassette da collocare e la loro posizione deve tenere conto della struttura architettonica dello stabilimento e del numero dei lavoratori presenti.

E’ opportuno che accanto alla cassette di pronto soccorso sia affisso bene in vista un elenco di numeri utili in caso di infortunio. Per la conservazione dei prodotti medicali contenuti nella cassetta di pronto soccorso e nel pacchetto di medicazione è bene controllare i presidi soggetti a scadenza ogni 6 mesi circa e rinnovarli qualora risultino scaduti e, inoltre, mano a mano che si utilizzano i prodotti (ad esempio, cerotti o ghiaccio istantaneo) sarà buona norma riacquistare il prodotto utilizzato per fare in modo che tutto rimanga pronto per essere utilizzato.

Come utilizzare I prodotti medicali

Prima di spiegarvi come utilizzare alcuni dei prodotti inseriti nella Cassetta di Pronto Soccorso e nel Pacchetto di Medicazione è bene ricordare alcune norme di conoscenza

comune riguardati la medicazione delle ferite:

- il soccorritore deve lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di toccare qualunque ferita o il materiale di medicazione;

- in caso di mancanza di acqua, deve pulirsi le mani con del cotone idrofilo imbevuto di disinfettante;

- in generale, il primo intervento in caso di ferite, incidenti agli occhi o ustioni di piccola entità si attua ponendo la parte lesa sotto un getto di acqua corrente fredda.

Nel catalogo Nenciarini è possibile trovare moltissimi nei prodotti necessari a completare il vostro Kit di Pronto Soccorso o il vostro Pacchetto di Medicazione; tutti i prodotti, come cerotti, disinfettante, garza, ghiaccio spray sono delle migliori marche per garantire una cura efficace e sicura della vostra persona. Potrete scegliere tra prodotti Nexcare, La Piacentina, Kimberly Clark e Braun. Vediamo ora come utilizzare al meglio i prodotti contenuti nella cassetta di pronto soccorso.

GUANTI STERILI MONOUSO

I guanti, in vinile o lattice, vanno indossati dal soccorritore dopo la detersione alle mani e prima di qualsiasi medicazione in cui si possa venire a contatto con il sangue dell’infortunato.

COMPRESSE DI GARZA STERILE

La garza sterile viene utilizzata per la pulizia e la disinfezione delle abrasioni e delle ferite e per coprire e medicare qualsiasi tipo di lesione. Queste garze vanno mantenute sterili (quelle contenute in confezioni già aperte non lo sono più!) ed é quindi opportuno manipolarle usando le pinze sterili monouso.

SOLUZIONE FISIOLOGICA

La soluzione fisiologica ha sostituito l’acqua ossigenata. Questo prodotto é utilizzato per la detersione meccanica delle ferite sporche di terriccio, ruggine o altro (es. irrigazione di ferite cutanee o mucose per allontanare i contaminanti).

DISINFETTANTE CUTANEO

La soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio (nome commerciale “BETADINE") é utilizzata per disinfettare ferite, abrasioni, punture di insetto ed escoriazioni. È un prodotto disinfettante efficace per applicazione cutanea diretta anche in presenza di ferite. È ben tollerato e poco irritante, possiede estesa efficacia battericida. Risulta l’unico disinfettante presente nel kit.

CEROTTI

I cerotti sono disponibili in varie misure e sono uno dei rimedi più adatti alle"ferite semplici". Nel catalogo Nenciarini è possibile trovare cerotti idrorepellenti Nexcare adatti a qualsiasi tipo di pelle e cerotti vellutati Nexcare, adatti a pelli sensibili e facilmente irritabili. I cerotti migliori sono quelli altamente traspiranti e ipoallergenici.

PINZE STERILI MONOUSO

Vanno utilizzate ogni qualvolta si deve operare con materiale sterile. Per mantenere la sterilità occorre aver cura di aprire la confezione dal lato in cui si trova l’estremità saldata della pinza. Di questa, la parte che si può toccare con le mani è quella centrale zigrinata.

COTONE IDROFILO

Il cotone va utilizzato solo come materiale assorbente in caso di perdita abbondante di sangue, ponendolo sopra le garze. È importante non usarlo direttamente sulle ferite, perché può lasciare residui di filamenti di cotone.

RETE ELASTICA

Va applicata agli arti, al capo, torace, per fissare e mantenere la medicazione.

ROTOLO DI BENDE

E' utilizzato per fissare la medicazione dopo aver applicato la garza sterile su una ferita e come ausilio per una medicazione compressive in caso di sanguinamento abbondante. La benda va fermata con un pezzo di cerotto.

GHIACCIO PRONTO USO

Il ghiaccio istantaneo è un composto chimico ottenuto dalla miscela di due prodotti ed é utilizzato come il ghiaccio sulle lesioni, per diminuire il sanguinamento ed attenuare il dolore da edema (gonfiore). Va applicato direttamente sul trauma se la cute è integra; in casa contrario sulla medicazione. Esistono due tipi di ghiaccio pronto all'uso: il ghiaccio spray e il ghiaccio istantaneo in busta monouso.

TELI STERILI MONOUSO

Sostituiscono la coperta isotermica monouso. Sono teli che si utilizzano per far sdraiare la persona isolandola dal terreno o dall’ambiente sporco/contaminato. Possono essere utilizzati per avvolgere la parte. Vanno gettati dopo l’uso. Nei nuovi kit di pronto soccorso non é più prevista la coperta, presente nella vecchia dotazione, che si utilizzava per mantenere il calore corporeo in caso di infortunio grave, in attesa dell’ambulanza.

TERMOMETRO

Va accuratamente lavato dopo ogni utilizzo e conservato asciutto. In casodi imbrattamento con liquidi biologici occorre disinfettarlo. La valutazione della temperature cutanea e opportuna in situazioni di malessere, è spesso irrilevante in caso di emergenze da primo soccorso. Esistono moltissimi tipi di termometri per la temperatura corporea, nel nostro catalogo potete trovare il classico termometro elettronico e il termometro auricolare Braun.

LACCI EMOSTATICI

Vanno utilizzati solamente qualora non sia sufficiente la compressione manuale per controllare l’emorragia. Da utilizzare solo per "ferite gravi".

APPARECCHIO PER LA MISURAZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

L'apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa (detto anche sfigmomanometro) un apparecchio di nuova introduzione nella dotazione della cassetta di PS. La diffusione di tali apparecchi adesso é maggiore che in passato. Si dimostranecessario in situazioni che coinvolgono persone ipertese che assumono farmaci ipotensivi. È generalmente indicato per controlli di uno stato di malessere, specie se transitorio. In situazioni estreme é poco pratico.

SACCHETTI MONOUSO PER RIFIUTI SANITARI

Concettualmente non sono diversi dai sacchetti per freezer utilizzati in cucina. Vi si immettono le eventuali garze o materiali contaminati da liquidi organici della persona soccorsa. Devono essere eliminati tramite la normale filiera dei rifiuti urbani, come succede in ambiente domestico, previa la loro raccolta in questi sacchetti richiudibili per evitarne l’incontrollato spandimento.

 

Registrati

Inserisci qui i tuoi dati

Hai già un account?
Entra o Resetta la password